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Arrivano le tendenze dalla Cina
Una macchina economica, fatta di materiali convenienti e prestampati. È la Cina. Sono le sue migliaia di fabbriche che arriveranno ad avere il primato nelle produzioni del domani? Questa è la domanda che tutti noi, consumatori dei piaceri, ci poniamo.
Dal jeans al letto, dalla lavatrice all’intimo e persino la caciotta, la Cina è la migliore fotocopiatrice del momento. E persino alcuni fra i prodotti delle marche più famose arrivano… inaspettatamente dalla Cina. È il made in italy che ne paga le conseguenze? O sono proprio i produttori italiani, che di quella macchina fanno uso, ad avere la meglio?
Ciò che prima di tutto e in sorprendenti quantità arriva dalla Cina sono gli interrogativi.
Cosa si nasconde dietro il boom dei cinesi. E’ una molestia all’originale? O è una delizia per chi l’originale non può averlo. Il prodotto cinese è ormai divenuto esso stesso originale rendendo la copia, originale di se stessa. E la Cina diventa incredibilmente di tendenza. Stoffe e materiali portano in maniera definita lo stemma della Cina. E le famose e prestigiose case italiane camminano a testa alta puntando sulle qualità dei capi o sulle garanzie dei prodotti e trascurando le convenienze degli italiani.
I moralismi e il senso patriottico sono argomenti che, dalle bocche dei più chic, escono per incentivare il consumatore parsimonioso a far finta che il made in cina non esista. Ma i cinque o i dieci euro pesano poco nelle tasche e non averli non cambia di molto il peso. Al loro posto una varietà di capi da sfoggiare. Poco importa poi che provengano da una qualsiasi boutique dalle lanterne rosse. Poco importa che al posto di una vera G altrimenti irraggiungibile, ci sia una G che, anche se solo da lontano, rende i volti più fieri.
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