Ladro gentiluomo a Camporotondo: manda baci alle dipendenti dopo rapina$
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di Redazione (Twitter: @siciliatoday)
Rapinatore seriale di banche, ma galante. La polizia di Ragusa ha arrestato il catanese S.C., 32 anni, che armato di taglierino, dal luglio al dicembre del 2013, avrebbe assalito otto istituti di credito in Sicilia, per un bottino complessivo di oltre 90 mila euro. Ma il malvivente, prima di scappare, mandava baci alle dipendenti delle filiali.
Palermo, in fiamme magazzino: un morto$
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Il cadavere carbonizzato di un uomo, non ancora identificato, è stato trovato a Ficarazzi, nel palermitano. A fare la macabra scoperta i vigili del fuoco, intervenuti per domare un incendio in un piccolo magazzino adibito a rimessa di autoricambi. Il magazzino, che si trovava in via Ettore Majorana, è andato completamente distrutto. Sull'episodio indagano i carabinieri di Bagheria.
Catania, nuovo blitz nei locali della ristorazione$
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Nuovi controlli nei locali catanesi che si occupano di ristorazione per accertare le condizioni igienico-sanitarie e le condizioni degli alimenti ad opera degli uomini della task force agli ordini del questore Longo che negli ultimi giorni ha fatto partire una serie di controlli. All'interno i locali controllati.
Appalti truccati a Messina: otto misure cautelari$
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La Squadra mobile ha eseguito a Sant'Agata di Militello (Messina) otto misure cautelari con l'accusa, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata a una serie di reati contro la pubblica amministrazione, e in particolare turbata libertà degli incanti, abuso d'ufficio e falso in atto pubblico: tra i destinatari l'ex sindaco di Sant'Agata di Militello, oggi senatore, Bruno Mancuso.
Catania, sei arresti per estorsione: tra loro un poliziotto $
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I carabinieri di Catania hanno arrestato sei persone per estorsione aggravata in concorso, con il ricorso al metodo mafioso, e lesioni personali. Tra loro, anche un ispettore capo della polizia di Stato e due esponenti di altrettanti clan mafiosi etnei. Le indagini della Dda sono state avviate dopo le denunce di due privati che avevano preso a noleggio alcune auto da una ditta gestita dal poliziotto indagato e formalmente intestata al padre.
Dramma a Barcellona Pozzo di Gotto, abortisce davanti l'ospedale$
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Una romena di 43 anni, al quinto mese di gravidanza, ha partorito davanti all'ingresso dell'ospedale Cutroni Zodda di Barcellona Pozzo di Gotto (Me). Il bimbo, prematuro, è morto. Soccorsa dal personale del nosocomio, in assenza di un reparto attrezzato di Ostetricia, la donna è stata trasportata al Fogliani di Milazzo.
Palermo, si stacca intonaco dal tetto di una scuola: tre feriti$
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L'intonaco del soffitto di una classe della scuola elementare in via Bragaglia, a Palermo, è crollato. Tre alunni della classe IV C sono rimasti feriti perché colpiti da grossi pezzi d'intonaco e sono stati già medicati dal personale del 118. Sul posto sono giunti i carabinieri, il personale del 118, vigili urbani e vigili del fuoco. I vigili del fuoco nel corso dei controlli hanno dichiarato inagibili due aule della scuola in via Bragaglia nella zona di corso Calatafimi.
Omicidio Velardi, sono tre gli indagati$
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“Nessuna ipotesi privilegiata, ma soltanto un atto dovuto per compiere accertamenti irripetibili”. Così fonti della Procura commentano la notizia, dell’iscrizione nel registro degli indagati di tre persone nell’ambito del fascicolo aperto sull’omicidio di Maria Concetta Velardi: gli indagati sono il figlio della vittima, il sottufficiale della marina militare Fabio Matà, e altre due uomini, un giovane e un anziano, che conoscevano la donna.
Spettacoli
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Falsificazioni documentali, messa in scena di spettacoli 'fantasma', false attestazioni, costi dichiarati ma mai effettivamente sostenuti, contributi previdenziali non versati, utilizzazione di fatture false. Sono alcune delle condotte irregolari emerse dopo due anni di indagini della Guardia di finanza di Palermo sfociate nella denuncia di 72 persone per truffa aggravata e falso.
Provenzano, no alla revoca del 41 bis$
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Il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri ha respinto la richiesta di revoca del carcere duro al boss Bernardo Provenzano presentata dai suoi familiari attraverso l'avvocato Rosalba Di Gregorio. Il provvedimento di rigetto dell'istanza, motivata dal legale con i gravissimi problemi di salute è stata notificata ai figli e alla moglie del boss.
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