Ecco il podio dell'Europeo di Salerno: sul gradino più alto Ramon, quindi Siragusa ed Hickey (SiciliaToday)

Powerlifting, è siciliano il vice-campione europeo

Medaglia d'argento per il siciliano Corrado Siragusa agli Europei di Powerlifting (alzata di potenza, ndr). Ottima prestazione per il ventottenne originario di Montemaggiore Belsito che in questa disciplina, branca della più nota pesistica olimpica, è già campione nazionale. Per chi non lo sapesse, il powerlifting impegna ciascun atleta nell'esecuzione di tre esercizi: lo squat o piegamento sulle gambe, la distensione su panca piana e lo stacco da terra. I singoli risultati più alti si sommano, dando così il punteggio totale di riferimento. Il palermitano Siragusa, nella competizione europea disputata ad Oliveto Citra (prov. Salerno), è riuscito a sollevare 245 kg nello squat - realizzando il record italiano per questo esercizio in una competizione europea - ed ha sollevato 140 kg nella panca e 270 kg nello stacco, totalizzando dunque 655 kg e finendo al secondo posto a soli 2.5 kg dal primo classificato, lo svizzero Ramon; terzo l'irlandese Hickey. Soddisfazione per l'azzurro, che gareggia a questi livelli da poco più di un anno ma riesce già a stare tra i "big" continentali.

Così ai microfoni di SiciliaToday lo stesso Corrado Siragusa: "Sono andato agli Europei per chiudere con una gara internazionale la mia prima stagione da pesista. L'andamento della gara è stato piuttosto strano, ho concluso in testa lo squat andando a piazzare un record italiano a livello internazionale; poi la panca ha messo in luce i miei limiti e un infortunio mi ha storto all'indietro il gomito mentre tentavo di portare su il peso. A questo punto ero demoralizzato e - confessa Siragusa - non pensavo di poter eseguire correttamente lo stacco da terra. E invece, più di cuore che di tecnica, sono riuscito a sollevare 270 kg praticamente col solo braccio sinistro e col destro quasi insensibile. Poco dopo mi son reso conto di essere 'risalito' sul podio". Rabbia per l'infortunio ma grande orgoglio per quello che è stato, di fatto, un piccolo trionfo: "Si, ho subito abbracciato i miei compagni di squadra e ringraziato Andrea Ravasi, un ragazzo eccezionale conosciuto proprio quella mattina che è stato lì ad incitarmi per tutta la gara: questo è uno dei ricordi più belli che ho di quella gara".

Un successo costruito da lontano, con passione e spirito d'abnegazione: "Ho iniziato ad allenarmi non più di un anno e mezzo fa. Mi ero stancato dei soliti allenamenti che gonfiano i muscoli ma lasciano poco spazio alla forza. Tramite i social network ho trovato le indicazioni e i consigli di amici ed esperti del settore che piano piano mi hanno seguito. A marzo dello scorso anno ho fatto la prima gara, piazzando un assoluto nello stacco da terra, uno degli esercizi che più mi impauriva. Da lì, non mi sono più fermato". Una passione che comporta sacrifici e costanza d'allenamento: "Svolgo 5 sedute settimanali, ognuna mediamente di un paio d'ore. Non si cura solo la forza, ma soprattutto la tecnica e la sicurezza. Farsi male è un attimo, soprattutto quando 'giochi' con 220 kg appoggiati sulla schiena. Tra l'altro - ci tiene a precisare Siragusa - io gareggio non equipaggiato, cioè non uso corpetti particolari nè fasce per le ginocchia. Mi piace sentire il peso in maniera diretta, senza filtri".

Certamente da lodare lo spirito del ragazzo palermitano, impegnato anima e corpo in uno sport sì di nicchia, ma certamente non meno importante di quelli più pubblicizzati. Se non altro per l'ambiente che si vive e per l'aria che si respira: "L'ambiente del powerlifting è molto simile a quello del rugby. Grandissimo fair-play prima e dopo la gara, tra atleti è consuetudine scambiarsi consigli e incoraggiamenti. E' uno sport individuale, sai che ti giochi tutto contro te stesso. Sai anche che il tuo diretto avversario potrà fare più di te, ma nonostante tutto lo incoraggi, perchè sai cosa significa lottare con quei pesi e cosa significa fallire l'alzata, la delusione o, peggio, l'infortunio". Niente a che vedere col dorato mondo del pallone: "C'è una specie di codice di rispetto tra pesisti e tra i praticanti dei cosiddetti 'sport minori'. Altrove - ha osservato il vice campione europeo di powerlifting - questo spirito non mi sembra così ardente...".

E il futuro prevede nuovi obiettivi, dal momento che non bisogna mai cullarsi sugli allori: "Adesso voglio riposarmi un pò, il fisico è forte ma - ammette Siragusa - non è indistruttibile. Poi ho nel mirino l'Europeo di specialità: farò stacco da terra e squat, provando a mettere i nuovi record a Losanna, in casa del ragazzo svizzero che mi ha battuto a Salerno. Un secondo obiettivo è la conferma del primo posto ai campionati italiani di ottobre a Biella". Ma c'è anche un sogno nel cassetto per Siragusa: "Già, il sogno nel cassetto si chiama Olimpiadi. Il powerlifting potrebbe essere inserito come sport sperimentale nel 2016. Sto comunque iniziando un percorso parallelo per prepararmi al sollevamento pesi olimpionico. E' dura, ma se penso che fino a due anni fa mi allenavo nello scantinato di casa con sacchi e blocchi di cemento, mi rendo conto che di impossibile nella vita ci sia ben poco...". Giusto non porsi limiti, giusto guardare avanti senza però dimenticare mai da dove si è partiti: "Vorrei ringraziare gli altri ragazzi della Sicilia Natural Powerlifting, il personal trainer Mario Civalleri e il campione italiano Strongman Claudio Randazzo. Sono stati loro - ha concluso Corrado Siragusa in esclusiva ai microfoni di SiciliaToday.net - a seguirmi sin dall'inizio e senza chiedere nulla in cambio".

A.R.

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