A Catania Lombardo arraffa tutto

Catania è piccola. L’ambiente politico ancora di più. Le facce dei candidati sono sempre le stesse. Tuttavia, qualcosa si muove, anzi, cambia: non i candidati ma il partito.

Cambiare partito è diventato il miglior sport etneo, anzi l’hobby prediletto per coloro che, nel corso di questo decennio, hanno militato nell’Movimento per l’Autonomia (MPA). Infatti, nonostante la fama e la notorietà dei soggetti coinvolti, e la relativa collocazione politica (tutti ex MPA e viciniori), sotto il vulcano etneo, si sta consumando una delle più grandi messe in scena che la politica isolana abbia mai potuto vedere.

Sebbene, il dubbio sia forte, una “farsa” è in atto. Se così non fosse, allora sarebbe davvero difficile comprendere come numerosissimi leaders locali abbiano cambiato opinione e schieramento politico in così poco tempo.

Andiamo alla ciccia. Incominciamo da sinistra, pare che nella lista “Rosario Crocetta Presidente” siano candidati due lombardiani di ferro:

ELIO TAGLIAFERRO (già: consigliere di quartiere, consigliere provinciale, assessore provinciale, membro CdA Serit Sicilia; da oltre 30 anni al fianco di Raffaele ed il cui figlio, Maurizio, è oggi consigliere provinciale, sempre eletto con l’MPA);

e SALVATORE MAUGERI (già Sindaco per ben 2 mandati a Mascalucia, prima UDC e poi MPA, ma sempre in scia ed al seguito delle scelte di Lombardo degli ultimi 10 anni);

Il Partito Democratico vedrà fra i suoi candidati Antony Barbagallo.

Sindaco di Pedara, per ben 2 mandati consecutivi, e da sempre delfino di Giovanni Pistorio, in questo caso, approfittando della stretta parentela che lo lega all’on. Giovanni Barbagallo, il giovane Antony, con l’aiuto di suo zio Giovanni, andrà candidato appunto nelle liste del PD, poiché lo zio (con 4 legislature alle spalle) dovrebbe andare blindato e garantito alla Camera.

In IDV, il partito della legalità, pare ripetersi la stessa scena.

NICO LI MURA, nel 2008 candidato UDC con oltre 5.000 preferenze, impiegato presso il 118 di Catania e la cui famiglia è proprietaria di una società di onoranze funebri nel comune di Giarre, sembre esser candidato nell’Italia dei Valori.

Nulla di strano. A parte il fatto che Li Mura non abbia mai parteciapto a nessun incotrno dell'UDC e che invece sia sostenuto e consigliato da importanti dirigenti dell'MPA.

Poi c’è l’UDC. E qui la tragedia si fa arte. Si narra, e non sono pochi, che il litigio fra LINO LEANZA e Raffaele Lombardo sia assolutamente artefatto e autenticamente falso. Piazzando Lino Leanza nell’Udc, Lombardo si assicurerebbe l’elezione ed il controllo di un intero ed altro partito (oltre il suo) sulla città di Catania.

Ma non basta. Oltre l’on. Leanza, ecco arrivare un altro uomo fidato di area MPA. Un giovane ma appartenente a una notissima famiglia del mondo della sanità catanese: LUCA SAMMARTINO.

Il giovane Sammartino e la sua famiglia, in seno alla quale spiccherebbe il carisma della madre, Nuccia Sciacca, influente dirigente presso ASP di Catania (ex ASL 3), infatti, è supportato da numerosi consiglieri comunali tutti eletti nelle liste dell’MPA.

L’UDC a Catania può puntare solo a 2 seggi. Raffaele quindi punterebbe all’en plein!

Passiamo a GRANDE SUD.

Stante le ultime notizie, l’on. FABIO MANCUSO, eletto nelle liste del PDL, dopo un breve ritorno di fiamma con il Sen. Firrarello, e dopo esser stato sgamato dall’on. Saverio Romano (fino a qualche giorno fa, era data per certa la candidatura di Mancuso nella lista “Cantiere Popolare” di Romano), è apertamente ritornato nell’harem del califfo di Grammichele (rectius Raffaele Lombardo).

Mancuso, infatti, oggi preme affinché la sua candidatura sia accettata dalla dirigenza etnea di Grande Sud. Dove, invero, le resistenze degli altri candidati sono oltre modo note e non celate. Pare pure che i rapporti fra Micciché e Mancuso non siano così idilliaci.

La forza elettorale di Mancuso, combinata con l’azione amministrativa del suo primo alleato, l’on. Filippo Drago (sindaco di Aci Castello), rappresenterebbero, per ognuno dei candidati, una sicura sconfitta.

Non è tutto. Adesso passiamo al centro destra. Anzi alla destra.

SANTO CASTIGLIONE, ex missino, ex presidente dell’Autorità Portuale e candidato in pectore per l’MPA alla presidenza del CdA dell’Aeroporto di Catania (Lombardo ha fatto di tutto per imporre questa candidatura, poi persa per strada), cerca casa.

Alcune voci lo darebbero candidato nella lista di “NELLO MUSUMECI PRESIDENTE”.

Castiglione, poco radicato in provincia, con la sua forza in città potrebbe aver vita facile in questa lista, essendo questa favorita nei pronostici e non presentando nessun uscente né nomi di particolare peso.

Anche in questo caso, però, si sta seriamente riflettendo sulla genuina e veritiera appartenenza politica di Castiglione.

Le domande sono: “Santo è un uomo di Lombardo oppure è un uomo di destra?”

Ai posteri l'ardua sentenza.

Rimarrebbero, ancora, senza casa due autonomisti, gli onorevoli Giuseppe Arena e Dino Fiorenza che con la discesa in campo del figlio di Raffaele, Toti, a causa del loro non elevato consenso personale, potrebbero rimanere fuori dai giochi.

A riprova di ciò, nessun loro manifesto è stato ad oggi affisso in nessun cartellone della città.

In sintesi, secondo alcuni, rilevato che nessun presidente eletto avrà la maggioranza in assemblea, atteso quindi una necessaria alleanza post elettorale, l’obiettivo principe di questa elezione, per l’uscente Lombardo, sia quello di ottener il maggior numero di deputati eletti, in modo da poter così condizionare sia l’Assemblea Regionale che la composizione del futuro governo.

I numeri: 2 nella lista Crocetta, 1 nel PD, 2 UDC, 1 Grande Sud ed 1 nella lista Musumeci rappresenterebbero ben 7 deputati a cui poi andrebbero aggiunti gli eletti nella lista dell’MPA (che in provincia di Catania, su due liste, potrebbero essere da 3 a 4).

Totale da 10 a 11 deputati di chiara matrice lombardiana che assommati ai deputati che certamente racimolerà fuori Catania costituiranno un numero che nessun futuro presidente potrà non tenere in debita (ed “assessoriale”) considerazione.

Ma dico io: Anna Finocchiaro, Enzo Bianco, Rosario Crocetta, Nello Musumeci, Pino Firrarello… dormono o sono collusi ai piani dell’Arraffaele?

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