Agassi: il campione, le sue tre vite, i suoi primi 50 anni
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Agassi: il campione, le sue tre vite, i suoi primi 50 anni

A vederlo adesso, marito e padre felice, sempre con il sorriso sulle labbra si direbbe che Andre Agassi abbia trovato nella serenità dell’età matura la pace ai tormenti di chi si è ritrovato ad attraversare l’inferno per approdare al paradiso. Oggi l’ex monello di Las Vegas compie cinquant’anni, ma la domanda che ha sempre accompagnato il suo percorso resta ancora attualissima: chi è stato davvero l’Agassi tennista?

Sicuramente, un gigante. Eppure, per entrare nell’empireo dei più grandi di sempre, un ruolo che ormai tutti gli riconoscono, ha dovuto farsi carico di almeno tre vite: il ragazzo atterrato come un ciclone, tecnico e mediatico, in un mondo ancora legato alla tradizione; il campione che d’improvviso fronteggia di nuovo l’insostenibile nausea da competizione che viene da lontano e si rifugia nei conforti artificiali, fermandosi un minuto prima che il baratro lo inghiotta; l’uomo rinato, finalmente consapevole dei tanti difetti ma anche degli innumerevoli pregi, e dunque capace di farsi dominatore dopo i trent’anni, un’età che per tanti colleghi ha rappresentato un confine invalicabile e l’inesorabile discesa verso l’oblio agonistico. È stato un gigante, uno di quelli che hanno fatto innamorare del tennis, un’icona sacra di questo sport, al netto di tutto. Anche al netto di se stesso.

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