Agrigento, scoperta truffa milionaria nel settore tessile
Flickr.com

Agrigento, scoperta truffa milionaria nel settore tessile

I militari della Guardia di Finanza di Canicattì hanno scoperto un’azienda di Naro, operante nel settore della fabbricazione di articoli tessili, che ha illecitamente incassato o tentato di incassare finanziamenti pubblici per complessivi 4,5 milioni di euro .

Le indagini, dirette dal Pubblico Ministero dr.ssa Baldi e coordinate dal Proc. Aggiunto dr. Fonzo della Procura della Repubblica di Agrigento, hanno permesso di scoprire una truffa che vede coinvolti diversi soggetti, i soci responsabili dell’impresa narese, due funzionari dell’ente responsabile dell’erogazione del finanziamento, numerosi imprenditori – tra i quali i rappresentanti legali di tre società per azioni – dislocati, oltre che in Sicilia, anche nel nord Italia (Piemonte, Lombardia, Toscana) .

Ii finanzieri hanno accertato l’indebita percezione di agevolazioni finanziarie, pari a circa 3 milioni di euro, previste dal patto territoriale per la Sicilia centro meridionale (legge 662/96), relative a fondi statali stanziati proprio per finanziare progetti tesi a favorire l’occupazione in aree disagiate . L’azienda narese, infatti, ha intascato circa 3 milioni di euro per avviare un impianto destinato alla tintura di tessuti a maglia, che avrebbe dovuto impiegare circa 30 lavoratori.

Le indagini delle fiamme gialle hanno dimostrato che, diversamente a quanto certificato dall’impresa, che aveva dichiarato di aver realizzato e reso funzionante l’impianto industriale, in realtà l’opera non era stata mai realizzata .

I sistemi di frode utilizzati sono stati molteplici : la presentazione di titoli di spesa falsi, l’utilizzo e l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, l’ottenimento di più agevolazioni finanziarie per un medesimo bene; circa tale ultimo aspetto, è emerso infatti come, rendicontando lo stesso bene in due distinti progetti, l’impresa avesse ottenuto un ulteriore contributo comunitario pari a circa 440.000,00 €, in barba alle disposizioni normative che vietano tale possibilità .

Non solo, l’azienda narese era riuscita ad ottenere indebitamente, attraverso la presentazione di documentazione non veritiera, anche la concessione di un’ulteriore quota di finanziamento di circa 1,5 milioni di euro, la cui effettiva erogazione è stata bloccata solo grazie all’intervento degli organi inquirenti, che hanno anche informato il Ministero dello Sviluppo Economico per l’avvio dell’iter procedurale finalizzato alla revoca e restituzione, da parte del soggetto beneficiario, di quanto indebitamente percepito .

blog comments powered by Disqus
Inizio pagina
Home  >  Cronaca