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Alfano da Catania: "Le pensioni non si toccano"

“Le pensioni non si toccano così come non si possono toccare i Bot, non si possono toccare i risparmi degli italiani e non si può mettere la patrimoniale”. Chiaro e inequivocabile il programma del ministro dell’Interno e leader del Nuovo Centrodestra Angelino Alfano, che oggi e domani sarà in Sicilia per lanciare le candidature per le prossime elezioni europee.
“Ci avevano detto di mandare giù Letta - ha raccontato Alfano – di far cadere la legislatura e andare a votare con una legge elettorale incostituzionale, fare precipitare le riforme, non fare più nulla e non avere nemmeno un leader storico, come Silvio Berlusconi, ancora candidabile, favorendo così la vittoria della sinistra-sinistra. Abbiamo detto di no con responsabilità e coraggio perché per noi prima di tutto viene l’Italia”.
Poi parlando delle recenti misure del governo Renzi per il rilancio economico del Paese, ha aggiunto: “Abbiamo deciso di dare mille euro all’anno in più a quei lavoratori che ne guadagnano meno di 25 mila prendendo i soldi necessari, 10 miliardi, dal taglio alla spesa pubblica senza toccare un solo euro dalle pensioni, né dai bot e senza patrimoniale alcuna”. Riguardo alla ripresa produttiva e occupazionale, il ministro ha sottolineato che “con decreto abbiamo smontato la legge Fornero rimettendo in sesto i contratti a termine e regalando all’apprendistato la sua giusta dimensione, riconoscendone la giusta dignità”.
“Da quando siamo nati – ha proseguito il ministro da Gela, dove è stato prima di raggiungere prima Catania e poi Palermo – non siamo stati mai coccolati dalla sinistra, ma avendo separato la nostra strada da quella di Silvio Berlusconi, siamo anche mazzolati continuamente dai giornali di centrodestra e quindi dobbiamo cavarcela da soli perché non abbiamo alle nostre spalle i poteri forti ma abbiamo il forte potere di tanta gente che crede in quello in cui crediamo noi”. Alfano ha anche sostenuto ”la necessità e l’importanza delle primarie per la scelta del proprio leader”.
In visita in Sicilia, il ministro dell’Interno non ha fatto mancare il proprio sostegno a chi ogni giorno combatte con il controllo delle frontiere. “In Italia, siamo campioni mondiali di accoglienza – ha detto Alfano. – Ci sono le nostre navi in mare, i nostri soldati, i nostri uomini impegnati nell‘operazione Mare Nostrum e ogni giorno spendiamo 300 mila euro perché si salvino vite umane. Ma l’Europa che fa? Con Schengen abbiamo cancellato le frontiere interne. Ma non esiste nessuna unione o federazione di Stati che cancelli i confini interni senza tracciare e senza difendere le frontiere esterne. Ed allora dobbiamo andare in Europa – ha concluso – ad affermare che Lampedusa non è la frontiera italiana ma quella europea e che gli immigrati non vengono da noi per restare in Italia ma per raggiungere gli altri Paesi d’Europa, i quali devono perciò rendere più efficace il sistema Frontex che è l’agenzia deputata alla tutela dei confini”.
Il leader di Ncd nel pomeriggio è stato a Catania, all Centro congressi Le Ciminiere (Viale Africa), con il sottosegretario all’Agricoltura, Giuseppe Castiglione: ”Città per città, la nostra Patria deve avere un piano di sicurezza non generico, ma su misura, ossia tagliato per il singolo territorio. Questo è il nostro obiettivo e pensiamo realisticamente di riuscirci. Noi abbiamo adesso dei mezzi tecnologici – ha spiegato – che possono darci per la prossima volta una georeferenziazione dei reati, cioè una mappa dei reati strada per strada, quasi territorio per territorio, ad individuazione precisissima come mai è stata fatta. Questo sistema lo vogliamo incrociare con un un altro sistema che abbiamo creato e che si chiama ‘Macro’, cioè la mappa della criminalità organizzata”.
“Ci sono tante criminalità organizzate diffuse sul territorio che noi vogliamo contrastare – ha aggiunto – e queste mappe unite alla mappa dei reati dettagliata ci permetterà di realizzare, come se fosse un abito su misura, un piano di sicurezza territorio per territorio italiano”.
“Io sono speranzoso e fiducioso che si possa arrestate Matteo Messina Denaro – ha continuato Alfano a Catania -. Negli ultimi tempi il cerchio attorno a lui si è stretto. Questo è un Paese – ha aggiunto – che negli ultimi mesi, da quando sono ministro dell’Interno, al ritmo di più di uno a settimana ha catturato 70 latitanti. Il meccanismo ‘cattura dei latitanti, carcere duro e confische e sequestri’ sta funzionando alla grande, così come tutta la strategia di contrasto”.
“Io sono pro preferenze e spero che, essendo vero quello che dice Renzi, cioè che lui le vorrebbe e Berlusconi ha detto di no altrimenti fa saltare tutta la vicenda della legge elettorale, nel passaggio tra Camera e Senato anche Berlusconi si convinca del fatto che le preferenze possono essere utili ai nostri concittadini”, ha detto il ministro dell’Interno Angelino Alfano a Catania.
Parlando dell’azione di governo Alfano ha aggiunto: “Siamo facendo una serie di cose che sono importanti che possono dare ripresa ed occupazione. Dobbiamo pure tagliare un po’ di costi della politica, come il superamento del bicameralismo”.
E sul ruolo del Ncd non ha dubbi: ”Penso che di queste elezioni europee saremo la rivelazione. Noi come nuovo centro destra – ha proseguito – non possiamo fare previsioni perché ci manca la serie storica. Siamo nati da quattro mesi e tutti i sondaggi ci danno come la quarta forza politica del Paese. Non potevamo pretendere molto di più e meglio”.
“Sono in giro per l’Italia – ha detto il leader del Ncd – e nel Paese noto che c’è un grande entusiasmo all’idea che ci sia un movimento di persone responsabili, concrete e di centro destra che, sostenendo questo governo, realizzano i programmi del centro destra e che hanno amato l’Italia al punto di assumersi il coraggio, la responsabilità di separare la propria strada da Silvio Berlusconi”.
“Non sono in grado di dire se c’è una adesione a un’unica lista con l’Udc – ha continuato Alfano -, ma certamente lavoreremo e poi nei prossimi giorni decideremo. Con l’Udc abbiamo due cose in comune: la partecipazione al Ppe e la scelta di sostenere questo governo. C’e ne è una terza molto importante, che è la prospettiva di centrodestra che ci accomuna, cioè un’area alterativa alla sinistra e faccia riferimento al popolarismo europeo e che ha deciso di sostenere questo governo. Sono tre cose in comune molto importanti”.
“Mi piace il Crocetta della lotta alla mafia, non mi piace quello che mette in cima alle priorità il mutuo per la casa alle coppie gay. Io – ha proseguito Alfano da Catania – ho grande rispetto dell’affettività di tutti, ho tanti amici gay. Noi non siamo oscurantisti né omofobi. Quando hai pochi soldi e tante emergenze le devi mettere in fila e fare la priorità, che é il lavoro”.
“La prima cosa che occorrerebbe fare in Sicilia è un grande shock burocratico – ha continuato Alfano – perché ci sono tante persone che vogliono fare impresa ed investire ma che si impantanano nella burocrazia. Occorre una stagione di fortissimo shock antiburocratico – ha concluso – per liberare non i soldi pubblici ma quelli privati che sarebbero pronti ad essere investiti”.
Domenica 23 marzo Angelino Alfano sarà al Teatro Goden di Palermo con il sottosegretario allo Sviluppo economico, Simona Vicari.

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