Alla riconquista dell'eredità perduta. Incontro con lo psicoanalista Massimo Recalcati
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Alla riconquista dell'eredità perduta. Incontro con lo psicoanalista Massimo Recalcati

Modena - Il rapporto tra padri e figli che cambia. La necessità di un nuovo patto simbolico tra le generazioni che spinga al movimento, al grande ritrovo, come per Ulisse e Telemaco.
Con una lezione magistrale su “Il modello paterno”, lo psicoanalista Massimo Recalcati è intervenuto al Festival della filosofia di Modena che quest’anno ha avuto come grande tema la Gloria.

Dottore, in Sicilia u cuntu è l’arte del racconto. Ciò che si narra esiste solo in quanto affidato alla verità della parola. Ecco, possiamo parlare della psicoanalisi come pratica della parola, in cui la parola diventa corpo e si fa portatrice di verità.

Una delle più celebri pazienti di Freud definiva la psicoanalisi come una talking cure, cioè una cura parlata. La scoperta di Freud è che la parola non esce dal corpo ma che la parola ha un corpo, che la parola agisce su un corpo, produce effetti nel corpo. In fondo il mistero dell’isteria da cui è nata la psicoanalisi è che nelle isteriche il corpo diventa una sorta di teatro della parola. Questa è la grande scoperta della psicoanalisi, cioè che i sintomi somatici del corpo sono leggibili come un discorso. Il potere della parola trasforma il soggetto, trasforma il corpo. La psicoanalisi dimostra come la parola non sia un semplice strumento della comunicazione. La parola non serve solo a comunicare. C’è una dimensione mitopoietica della parola, cioè la parola trasforma il soggetto.

Il nostro tempo come considera la psicoanalisi?

Il nostro tempo che è dominato dallo scientismo, da un ritorno al positivismo più radicale, considera la psicoanalisi come una sorta di monumento che appartiene al museo delle scienze dell’ottocento. Preferisce pensare l’inconscio strutturato come un insieme di rapporti di forze neuronali, piuttosto di pensare l’inconscio a partire dall’ esperienza del linguaggio. Il nostro tempo è un tempo che vorrebbe misurare tutto, che vorrebbe calcolare tutto. Io penso invece che l’inconscio sia ciò che non si lascia ridurre a numero, che non si lascia calcolare. Penso poi che la psicoanalisi abbia dato delle prove cliniche importanti, ha dato prova di essere uno strumento terapeutico efficace per il trattamento delle patologie gravi. Io lavoro da anni nel campo dell’anoressia e posso testimoniare che la psicoanalisi ha una grande forza terapeutica nei confronti di queste patologie. In fondo l’idea terapeutica che sta al fondo della psicoanalisi è molto semplice: un soggetto più si ammala tanto quanto più si allontana dalla verità del suo desiderio; più è soddisfatto tanto quanto più si avvicina alla verità del suo desiderio.

Nei suoi testi ritorna spesso la figura del papa afasico di Nanni Moretti. È un papa che non sa più sostenere il peso simbolico della sua parola. Cosa ne pensa di papa Francesco?
Nella mia lettura papa Francesco è ciò che resta al tempo dell’evaporazione della gloria del padre. Moretti ci mostra che il nostro tempo è il tempo in cui il balcone di S. Pietro, rappresentante della gloria del papa come simbolo della paternità in terra, è evaporato, è vuoto. Papa Francesco non propone il recupero di quella rappresentazione gloriosa della paternità, bensì propone di abitare questa assenza, di abitare questo vuoto. Per esempio con un ritorno alla parola di Gesù, da un ritorno al gesto evangelico. Non con un ritorno alla dottrina e ai suoi dogmi, ma a partire dall’ atto, dal verbo che si fa carne.

L’evaporazione del padre passa anche attraverso la cancellazione esorcistica dei suoi simboli, come avviene in alcuni grandi temi del dibattito pubblico. Ma cosa vuol dire veramente essere oggi padri?
Io penso che avere nostalgia del padre padrone, del padre che aveva l’ultima parola sul senso della vita e della morte, del bene e del male, sia sbagliato. Questo tempo è alle nostre spalle, è un tempo che si è esaurito. Noi oggi siamo di fronte al compito di ripensare la paternità. Io dico di pensarla dai piedi. E da questo punto di vista c’è paternità, al di là della biologia al di là del sangue o della familiarità, ogni qualvolta un soggetto incontra una testimonianza credibile di come si può vivere in questo mondo tenendo insieme e non opponendo la legge e il desiderio.


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