Arbitro e legni: il Catania non va oltre il pari
Castro festeggiato dai compagni dopo il pareggio all'ultimo minuto

Arbitro e legni: il Catania non va oltre il pari

La gara si mette subito benissimo per gli ospiti che già al terzo minuto passano in vantaggio con Torregrossa, abile a risolvere una mischia in area sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Oro colato per l'undici di Massimo Drago che dal 4-3-3 iniziale, trova nel 4-5-1 il nuovo equilibrio. Una scelta d'attesa pronta a sfruttare la rapidità degli esterni offensivi. Il Catania reagisce bene ed al minuto quindici potrebbe pervenire al pareggio con Sciaudone, che centra la traversa con una botta dai venti metri dopo aver ricevuto da Mazzotta. A testa bassa i rossazzurri guadagnano metri di campo, costringendo gli avversari in un fazzoletto del terreno di gioco.

Marcolin suggerisce a Sciaudone di spostarsi sempre più frequentemente al centro della trequarti, così l'ex Bari scambia spesso la sua posizione con quella di Rosina e per vie centrali il Catania riesce a diventare pericoloso. Al 16' Rosina calcia debolmente alla sinistra di Cordazed un solo minuto più tardi Sciaudone calcia il pallone, piazzandolo all'angolino basso alla sinistra dell'estremo difensore rossoblù che però miracolosamente riesce a deviare in angolo. Al 24' Gigli interviene in maniera scomposta su Maniero, la maglia dell’attaccante rossoazzurro si allarga ma Sacchi lascia correre. Sarà il primo dei tre interventi dubbi, in area di rigore calabrese, che penalizzeranno oltremisura gli etnei. Al minuto 27 ci prova Calaiò, ma la sua girata di testa – bello il cross di Mazzotta – si spegne sul fondo. La pressione del Catania è continua e fioccano le occasioni da rete, la più ghiotta delle quali, certamente, capita sul piattone di Schiavi al 33’ ma Cordaz si supera evitando la rete del pari. Cinque minuti più tardi è la volta di Maniero a fare i conti con i legni: cross di Mazzotta dalla sinistra e superbo colpo di testa dell’attaccante campano che si infrange sulla traversa. Sul finale del primo tempo il secondo episodio dubbio della gara – il piùeclatante– che priva i rossazzurridi un penalty solare per tocco di mani in area di Dos Santos. Nella ripresa si ripete lo stesso scenario dei primi quarantacinque minuti, con gli eteni che mantengono il pallino del gioco alla ricerca dei pochi spazi utili per un’imbucata vincente.

Il Crotone soffre meno, Drago tira fuori un attaccante e irrobustisce ulteriormente il centrocampo, chiudendo tutti i varchi. Di contro, i rossazzurri calano fisicamente, logica conseguenza del grande dispendio energetico profuso durante il primo tempo. Un maldestro intervento in scivolata di un difensore rossoblù in area di rigore (che interrompe l’azione aiutandosi con tutto il volume del corpo, braccia comprese) sarebbe dovuto essere giudicato da Sacchi con la massima punizione. Ma non è giornata, né per il Catania né per il direttore di gara. Marcolin richiama in panchina Maniero per Castro, quindi getta nella mischia anche Martinho – che prende il posto di uno sfinito Sciaudone– e Capuano a pochi minuti dal termine. Nei minuti di recupero, la rete del meritato pari etneo: Rosina dalla bandierina pennella per Castro che rimane in aria quanto basta per indirizzare di testa il pallone alle spalle di Cordaz. La rete fa esplodere il Massimino ma non c’è più tempo per l’arrembaggio finale.


Il Catania getta alle ortiche una ghiotta occasione, ma francamente poco può essere rimproverato ai ragazzi di Marcolin che conducono la gara dal primo al 90’. Il gol subito in avvio gara ha inevitabilmente condizionato il prosieguo dell’incontro, favorendo gli avversari che hanno potuto gestire la gara arroccandosi indietro. Pessima la direzione arbitrale –vibratamente contestata dal’’a.d. Cosentino già alla fine del primo tempo – che ha penalizzato gli etnei in ameno tre importanti circostanze.
Alla luce dei risultati conseguiti al termine della 26°di campionato, la classifica per gli etnei cambia poco. Appena quattordici le reti realizzate sui dieci campi di cadetteria, quattro i pareggi. In vetta frenano Carpi e Bologna, arrestate in casa rispettivamente da Ternana e Spezia, mentre in zona play off le vittorie di Avellino e Lanciano rilanciano le ambizioni dei due club. In coda alla graduatoria risultano invece preziose le vittorie di Latina e Cittadella.
A tre punti dal fanalino di coda Crotone (ed otto dallo Spezia che attualmente occupa l’ultima posizione disponibile che consente l’accesso ai playoff), il Catania deve ancora recuperare una gara – quella di Modena – ma è atteso da una serie di gare delicatissime, a cominciare dalla trasferta di Pescara in programma domenica ventidue.

Le foto dell'incontro




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