Arrestato in Francia il killer di Paternò
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Arrestato in Francia il killer di Paternò

I carabinieri gli hanno dato la caccia per mesi ma alla fine lo hanno scovato, in un sobborgo alle porte di Parigi: lì si nascondeva infatti Ignazio Sciurello, l'uomo accusato di essere il brutale assassino di Massimo Pappalardo, suo rivale in amore, ritrovato carbonizzato nella propria auto in aperta campagna lo scorso 8 marzo a Paternò.

I militari, in collaborazione con le autorità francesi, sono riusciti a risalire a Sciurello, latitante dal giorno del delitto, grazie alle intercettazioni telefoniche che lo davano a Thiais, una piccola località a pochi chilometri da Parigi. L'uomo è stato fotografato e, dopo aver ricevuto l'ok da parte dei carabinieri, è stato bloccato in strada e arrestato.

Le indagini sulla morte di Pappalardo avevano portato fin da subito sulla pista del delitto passionale. Sciurello avrebbe ucciso con quattro colpi di pistola Pappalardo, il fidanzato della sua ex, sparandogli in una piazzola di sosta di una vecchia strada a Paternò. Un mese dopo il delitto, i carabinieri avevano arrestato anche il fratello di Sciurello, Giuseppe, e un altra persona, Massimo Distefano.

Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, la sera dell'8 marzo Pappalardo aveva telefonato alla fidanzata per dirle di interrompere la relazione. Una telefonata estorta con la minaccia da Sciurello, secondo quanto raccontato dalla stessa donna. L'ex compagno non si era mai rassegnato alla fine della loro relazione aveva continuato a perseguitarla, tanto da costringerla a fare diverse denunce per stalking. Dall'analisi delle telecamere di sorveglianza, gli investigatori erano riusciti ad accertare i movimenti che avevano preceduto il delitto: l'auto di Pappalardo era stata seguita da una una Punto bianca, uguale a quella di Distefano, che avrebbe poi prelevato l'uomo per portarlo in casa di Sciurello. I tre sarebbero poi usciti dall'abitazione a bordo della Toyota Aygo di Pappalardo. Giunti in una piazzola di sosta nelle campagne di Paternò, Sciurello avrebbe sparato i quattro colpi fatali. I due complici, quindi, avrebbero caricato il cadavere sull'auto e poi avrebbero spinto l'auto in dirupo nei pressi di Contrada Poggio Monco, cospargendola di benzina e dandole fuoco.

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