Ars, Ardizzone (UDC) nuovo Presidente, ma con meno voti del previsto
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Ars, Ardizzone (UDC) nuovo Presidente, ma con meno voti del previsto

Con appena 46 voti l'onorevole dell'UDC, giunto al suo quarto mandato, è stato eletto presidente dell'Assemblea regionale siciliana.
A sostegno della candidatura di Ardizzone sono intervenuti i deputati del Pdl mentre il Pd si è spaccato al suo interno.

Il segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo, ha infatti avuto 4 voti, i deputati Cracolici, Cancelleri, Arancio e Alloro 2, mentre Leanza, Dina, Formica e Ferrandelli uno. I 15 deputati del Movimento 5 Stelle, gruppo più numeroso all'Ars, hanno votato compatti per il loro candidato Antonio Venturino. Tredici le schede bianche, nessuna nulla.

“La fiducia che gli elettori ci hanno accordato non può essere disattesa il giorno dopo il voto – ha detto Ardizzone nel suo discorso di insediamento da presidente – ma è uno sprone perché non si ricada negli errori di una politica clientelare. Mai più leggi di spesa approvate nottetempo e spesso frutto di compromessi al ribasso”. “I siciliani col voto hanno dato un forte segnale di novità che non può essere disatteso – ha continuato – La dialettica con Musumeci e Cancelleri arricchirà il dibattito e sarà utile per compiere le scelte migliori e rispondere al meglio a questa domanda di rinnovamento”. Ardizzone infine ha avvertito: “Non è più il tempo dei gattopardi. Bisogna combattere la sfiducia, recuperare l’astensione e lavorare per lo sviluppo: questi i miei obiettivi”. “L’Ars – chiarisce Ardizzone – sarà un palazzo di vetro, non ci saranno più interna corporis, saremo un palazzo trasparente per recuperare la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni. I costi della politica tagliati saranno quelli del decreto Monti, non reclameremo il nostro adeguamento al Senato”.

“Bisogna eliminare i rami secchi dello Statuto – ha aggiunto Ardizzone – Norme svuotate di contenuti, ripensando i meccanismi di impugnazione delle leggi e della promulgazione parziale, con i quali l’Ars rinuncia a far valere in parte le proprie prerogative davanti alla Corte costituzionale. E’ arrivato il momento di mettere in discussione l’Autonomia regionale speciale”. Insomma, citando il giurista Temistocle Martines, Ardizzone chiarisce: “Lo statuto ha ormai le sue rughe, anche le costituzioni invecchiano”.

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