Ars, approvata la riforma elettorale
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Ars, approvata la riforma elettorale

Alla ripresa dei lavori parlamentari l'Ars ha approvato la norma della riforma elettorale che prevede il sistema maggioritario nei comuni con popolazione fino a 15 mila abitanti, non più 10 mila.

Quando sembrava sul punto di impantanarsi all'Ars, fra veti incrociati e tensioni d'aula, il disegno di legge elettorale ha ripreso slancio. L'approvazione dell'articolo 2, infatti, ha rappresentato il superamento di uno dei principali scogli della riforma del sistema elettorale per gli enti locali in Sicilia.

Alla fine ha tenuto la proposta del Pd, che chiedeva di fissare al 40% la soglia per i ballottaggi (attualmente al 50%). Respinti i tentativi di proposte alternative, da chi - anche all'interno della maggioranza - chiedeva di scendere al 35% e chi, Forza Italia in testa, proponeva l'eliminazione totale dei ballottaggi.

"Cercano di fermarci a tutti i costi, ma non si rendono conto che tutto gli si ritorcerà tutto contro. La gente non è stupida e in cabina elettorale reagirà a quella che percepisce come un'enorme ingiustizia: quello che stanno varando è il 'truffarellum'", commenta Giancarlo Cancelleri del M5S. "Con il 'trascinamento' si cerca di favorire l'accozzaglia di liste e la 'santa alleanza' fatte in chiave anti-movimento. Viene sancita oggi in Sicilia la nascita del Partito della Nazione invocata da Renzi. Una bruttissima riforma fatta tenendo fuori la maggiore forza politica isolana venuta fuori dalla urne nel 2012".

"La soglia del 40 per cento stabilita per l'elezione del sindaco al primo turno – afferma Francesco Cappello - è la morte della democrazia. Di fatto in Sicilia viene stravolto un principio matematico: vince la minoranza".

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