Ars, la manova correttiva non passa
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Ars, la manova correttiva non passa

Fumata nera per la manovrina da circa 133 milioni di euro che doveva servire a pagare gli stupendi a circa 30mila dipendenti degli enti regionali. Il governo è andato sotto a Sala d’Ercole, dove il documenti era approdato oggi. Con 25 voti a favore e 17 contrari, infatti, l’Assemblea regionale siciliana ha deciso di rinviare il testo in commissione Bilancio, che, a norma di regolamento, avrà 15 giorni per esaminare il ddl.

La richiesta avanzata dall’opposizione, ma appoggiata anche da alcuni parlamentari della maggioranza, è arrivata dopo la presentazione da parte dell’assessore all’Economia Roberto Agnello dell’emendamento di riscrittura della manovra per coprire i 100 milioni per Comuni e Forestali inizialmente coperti col mutuo. La seduta è stata riconvocata per il prossimo 27 maggio. Prima delle europee, dunque, non saranno sbloccati gli stipendi.

“Esprimo rammarico profondo per questo rinvio - ha detto il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, incontrando i giornalisti a Palazzo d’Orleans – . Questa non e’ opposizione al governo ma al popolo siciliano. In questo caso il governo non c’entra nulla”.

L’Aula si è spaccata sull’emendamento che apriva un mutuo da 100 milioni di euro per finanziare gli stipendi dei forestali e il fondo investimenti dei Comuni. “È da febbraio, quando abbiamo presentato una prima manovra da 500 milioni di euro, che questa storia va avanti – ha commentato Crocetta -. Quella era la manovra più adeguata e razionale. Dopodiché una serie di vicende infinite ha creato ritardi inaccettabili. Credo che sia finita l’epoca per cui ci vogliono mesi per fare un emendamento e varare una manovra finanziaria. I siciliani sanno molto bene che ci sono gruppi politici che vogliono risolvere questa situazione e altri che non vogliono. Ci sono deputati che fanno opposizione al popolo siciliano”.

Il governatore è un fiume in piena: “Se fossero stati gli stipendi dei parlamentari tutto sarebbe stato fatto in fretta e in silenzio – ha aggiunto Crocetta -. È un’indecenza. Invito la gente a una mobilitazione politica e delle coscienze, facciano loro pressione a chi di dovere”.

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