Ars: respinta la mozione di sfiducia a Crocetta
Web

Ars: respinta la mozione di sfiducia a Crocetta

L’Assemblea regionale siciliana ha respinto stasera la mozione di sfiducia contro il governatore Rosario Crocetta sottoscritta da M5S, Lista Musumeci e un deputato del Pdl e che ha incassato il sostegno del Pid, del Pds-Mpa e dei pidiellini. I presenti erano 77, i voti a favore 31 voti e 46 i contrari. Contrari alla mozione il Pd, l’Udc, il Megafono e i gruppi Articolo 4 e Drs, oltre ad alcuni deputati dell’opposizione in dissenso con i propri gruppi parlamentari.

La mozione, che ha tenuto i deputati dell’Assemblea regionale incollati agli scranni di sala d’Ercole per nove ore di fila, ha scavato un solco difficilmente colmabile tra i grillini e il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, che si sono fronteggiati in aula a viso aperto, scambiandosi accuse velenose, scomodando condottieri e storici, poeti e persino facendo riferimento a salmi sacri. L’affondo del capogruppo del M5s, Giancarlo Cancelleri, è stato immediato. Relatore della mozione, ha tuonato: «Siete diventati intollerabilmente odiosi, portate via la vostra chincaglieria luccicante e chiudete le porte a chiave, in nome di Dio».

Perché «questa sfiducia», ha incalzato, «l’hanno firmata i precari, i disoccupati, le famiglie, le imprese, quelle piccole e quelle medie, gli agricoltori, gli allevatori, i giovani e gli anziani: la rivoluzione di Crocetta non ha portato a niente». Concludendo: «Siamo un movimento di pace, siamo stati collaborativi e nessuno potrà negare che abbiamo provato a cambiare le cose, ma abbiamo solo ricevuto silenzi».

Parole che hanno infuocato il governatore, lanciatosi in un’invettiva di 78 minuti, quasi per intero rivolta ai cinquestelle. «Vi chiedo di non scomodare Dio», ha esordito Crocetta. Poi ha alzato i toni. «Siete diventati partitocratici come tutti gli altri, siete soltanto dei politicanti, mi sento tradito da un movimento in cui credevo». Perché «ho operato in assoluta buona fede con i ragazzi dei cinquestelle, ma quando cominciano a `inciuciare´, chi è la mosca nocchiera che guida il bue ed è convinto di guadarlo?».

Poi Crocetta ha mostrato la sua busta paga: «Sono vittima di una campagna di sciacallaggio da parte dei Cinquestelle, dicono che guadagno quanto Obama, la verità è che il mio stipendio netto al mese è di 7.495 euro». «Col mio stipendio», ha proseguito, «pago l’affitto della casa a Palermo perché non vivo nell’appartamento di servizio a Palazzo d’Orleans e pago di tasca mia anche le missioni: mi rimangono 5.500 euro».

Per le spese di rappresentanza, quest’anno il governo ha previsto impegni per 43 mila euro rispetto agli 813 mila euro dell’anno scorso, al milione e 700 mila euro del 2011 e al milione e mezzo di euro del 2010. «Volete sapere quanto ho speso dei fondi riservati al presidente? Zero», ha tuonato, ricordando che il suo predecessore, Raffaele Lombardo, aveva speso 400 mila euro prima di dimettersi.
Il presidente siciliano ha quindi bollato la mozione come «un atto intriso di pregiudizio, perché non si può presentare una sfiducia ad appena un anno dall’inizio della legislatura».

E ha riferito che il suo governo «ha presentato 30 denunce alle procure siciliane: bisogna aspettare ma vi assicuro che quello che succederà sarà straordinario e vedrete quando qualcuno sarà arrestato, perché rispetto a Pasolini, io so e ho le prove».

Prendendo la parola in Aula subito dopo il voto, Crocetta ha detto:«Per me quella di oggi comunque è una pagina dolorosa». «Bisogna dare il via a una discussione - ha aggiunto. Ci sono dei disegni di legge presentati, i documenti contabili, i liberi consorzi, il testo unico delle attività produttive, la legge sullo sviluppo. Ci sono le condizioni per ripartire, ma mi spiace che le opposizioni non abbiano raccolto l’invito a una collaborazione istituzionale per le riforme, ma insisto perché bisogna evitare gli agguati che non ci farebbero andare avanti. Ma prendo atto dell’ennesima chiusura».

blog comments powered by Disqus
Inizio pagina
Home  >  Politica