Baselworld 2017, la tecnologia al polso
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Baselworld 2017, la tecnologia al polso

A tre giorni dalla fine di Baselworld sappiamo oramai bene tutti sia attraverso il comunicato stampa ufficiale sia attraverso giornali e tv che i numeri della centesima fiera di Basilea hanno fatto segnare un calo di visite così come i marchi che esponevano. L’unica impennata, e notevole, è rappresentata dall’aumento degli addetti stampa che hanno presenziato all’evento (+87% rispetto al 2016) incremento motivato da un atteggiamento di sempre maggiore disponibilità da parte del settore nei confronti della comunicazione digitale.

La mia impressione dopo nove giorni di fiera è che sia i grandi gruppi orologieri sia i piccoli brand si sono rimboccati ancora di più le maniche per offrire più qualità e scelta, che poi sono gli argomenti che più interessano a un vero appassionato di orologeria e potenziale acquirente.

Ciascuno ha lanciato a Baselworld la sua ricetta per cucinare l’orologio nel 2017. A fine anno faremo di nuovo i conti. L’edizione di quest’anno sarà ricordata come la prima a mostrare una ferma convinzione (da parte del mondo orologiero e non già di quello hi-tech) ad avere un polso sempre “connesso”.

Partendo dal brand che occupa la fascia di prezzo più alta, abbiamo visto nuovi smartwatch da marchi tradizionali come TAG Heuer e Movado. Fossil ha presentato un numero impressionante di modelli. A seguire sono arrivati parecchi cosiddetti ibridi da marchi come Frederique Constant, la consociata Alpina Watches, o il co-leader di mercato Samsung che ha presentato un curioso smartwatch da tasca. Anzi, uno smartpocket.

Per quanto riguarda i grandi marchi molto interessanti i remake di alcuni iconici modelli Omega e Rolex, realizzati percorrendo due strade opposte. A Bienne hanno scelto la via della replica, la casa coronata ha invece creato un’edizione anniversario del primo sub professionale Sea-Dweller scegliendo di differenziarla dal modello di riferimento per un paio di dettagli.

Per quanto la matematica non sia anche qui un’opinione, e l’organizzazione stessa del salone per Baselworld 2018 abbia già pensato di ridurre i giorni della fiera da otto a sei per venire incontro ai piccoli marchi, crisi o non crisi per ora il Salone di Basilea rimane per aspetto e contenuti sempre un luogo incantato.

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