Boldrini a Palermo: "Sui costi della politica di può fare di più"
Web

Boldrini a Palermo: "Sui costi della politica di può fare di più"

"Si deve fare di più sui tagli ai costi della politica. Ed è quello che nel mio piccolo sto cercando di fare. A cominciare dal tagliarmi lo stipendio, continuando con l'invito all'ufficio di Presidenza di fare altrettanto. Abbiamo coinvolto il personale della Camera, che ha dato segnali d'apertura". In Sicilia per un convegno sui cervelli in fuga allo Steri a Palermo, la presidente della Camera Laura Boldrini ha parlato anche di spending review e legge di stabilità.

"Il personale ha accettato il taglio delle indennità - ha proseguito - dal 70 al 30%. Stiamo andando avanti e abbiamo già tagliato venti milioni di euro in sette mesi. Quest'anno chiederemo allo Stato 50 milioni di euro in meno, solo come istituzione Camera. Si può fare di più e lo stiamo facendo giorno dopo giorno e senza grandi proclami. Generalizzare vuol dire spesso uccidere la verità. Dire che c'è la casta, senza fare differenze, è una brutalità. C'è gente in Parlamento che si è tagliata lo stipendio. Ci sono persone silenziose che lavorano e lo fanno in modo rigoroso. Chi sale agli onori della cronaca invece è chi insulta, chi fa lo show in aula. I cittadini vogliono persone responsabili, serie. Io non ci sto a stare nella categoria dei ladri".

Per quanto riguarda la legge di stabilità, "tutti dicono che deve essere rivista in alcuni ambiti. Tutti concordano che in Parlamento si possa fare qualcosa. Penso sia la sede giusta per effettuare i cambiamenti".
Inevitabile il riferimento all'immigrazione e alla decisione di celebrare la commemorazione dei morti nel naufragio non a Lampedusa ma ad Agrigento lunedì prossimo: "Noi immaginavamo che la cerimonia fosse a Lampedusa, così avevamo pensato. Evidentemente hanno deciso diversamente. Sinceramente non so il motivo per cui è stata presa questa decisione. Di sicuro la legislazione deve essere rivista, tanto più che nel soccorso in mare la differenza tra la vita e la morte sta in pochi secondi. Purtroppo oggi tra tanti pescatori c'è il timore che soccorrere posa avere implicazioni giudiziarie. Dunque bisogna fare chiarezza. Non ci devono essere equivoci: l'unico reato in mare è l'omissione di soccorso. Soccorrere è un dovere e urge un coordinamento dell'Italia con tutti i Paesi rivieraschi. Anche con Frontex per salvare vite umane. Il fenomeno dell'immigrazione è in evoluzione e i flussi cambiano con rapidità. Negli ultimi anni la maggior parte di chi rischia la vita in mare fugge da guerre, da persecuzioni. E' gente che non ha il privilegio di vivere a casa propria".

Infine il tema del convegno: "Ci sono cervelli in fuga ma anche quelli che restano, quelli che non si rassegnano all'idea di andarsene. Qui ci sono tante risorse importanti che non vengono valorizzate. La grande sfida è fare tornare i cervelli in fuga perché il fatto che vadano fuori non è di per sé negativo, ma è terribile non potere tornare indietro".

blog comments powered by Disqus
Inizio pagina
Home  >  Cronaca