Bruciò il cugino, 30 anni di carcere
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Bruciò il cugino, 30 anni di carcere

Antonino Marino, 36 anni, accusato dell'omicidio del cugino Marco Castro, 25 anni, è stato condannato a 30 anni di carcere. La sentenza di primo grado è stata emessa nel pomeriggio dal gup di Catania Flavia Panzano che ha accolto la richiesta del pubblico ministero Giuseppe Sturiale. Il 23 aprile 2013, Marino aveva dato fuoco al cugino che morì tre giorni dopo. Il legale di Marino, l'avvocato Rosanna Natoli, ha preannunciato ricorso contro la condanna, dopo aver conosciuto le motivazioni.

L'imputato dovrà anche pagare, come risarcimento, una provvisionale di 50mila euro alla madre di Marco Castro e 20mila euro al fratello, che si sono costituiti parte civile e sono rappresentati dall'avvocato Giuseppe Primaverile. Prima di emettere la sentenza, il giudice Panzano aveva incaricato Liliana Gandolfo, psichiatra dell'ospedale Vittorio Emanuele, di svolgere una perizia sulle capacità di Marino. Dalla perizia è emerso che Marino presenta un "disturbo di personalità schizoide, ma capace di intendere e di volere". Il giorno della tragedia, Castro venne sorpreso dal cugino, mentre stava aprendo la porta d'ingresso del proprio appartamento e all'improvviso venne investito da dal liquido infiammabile che Marino aveva acquistato la mattina a un distributore. La fiammata colpì lo stesso Marino che rimase ustionato alle mani, al volto e al collo. Castro morì tre giorni dopo al Civico di Palermo per le gravi ustioni riportate sul 90 per cento del corpo.

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