Calcio, Palermo: Zamparini presenta Lo Monaco e fa un passo indietro...
© Pasquale Ponente
L'amministratore delegato rosanero Pietro Lo Monaco e il patron del Palermo, Maurizio Zamparini

Calcio, Palermo: Zamparini presenta Lo Monaco e fa un passo indietro...

Presentato oggi a Palermo il nuovo amministratore delegato rosanero, Pietro Lo Monaco. Proprio lui, l'uomo che a Catania ha fatto grandi cose negli ultimi anni in tandem col presidente Pulvirenti. Sarà il “Galliani” del Palermo, anzi di più: non solo avrà pieni poteri e potrà sostituire Zamparini, ma avrà anche una parte delle quote del club e sarà direttamente coinvolto in tutti i progetti rosanero (tra questi il nuovo centro sportivo della società palermitana che potrebbe essere costruito sulla scia dell'ottimo impianto di Torre del Grifo, ndr).

Così il presidente Zamparini in conferenza stampa: “Io e Lo Monaco ci siamo incontrati un po' di tempo fa, ritengo che i dieci anni di mia presidenza a Palermo mi abbiano logorato. Penso – ha detto il numero uno rosanero – che la crisi economica richieda più attenzione alle mie aziende, tra le quali c'è sicuramente il Palermo. Anche la lotta, non voglio dire politica ma piuttosto di costumi, che ho iniziato col movimento per la gente vada seguita perché è una cosa importante. E siccome nella vita si presentano occasioni... è passato sotto la mia finestra l'uomo che ho al fianco (Lo Monaco, ndr): ho riscontrato il suo interesse e abbiamo trovato l'accordo su tutto in brevissimo tempo. Lo Monaco è il nuovo amministratore delegato con pieni poteri – ha confermato il presidente – sia dal punto di vista tecnico che amministrativo. Ed io faccio un passo indietro da oggi".

"Abbiamo un progetto per i prossimi anni, ma abbiamo una situazione tecnica difficile da vivere in questo momento: io la vedo come mandata dal cielo, probabilmente oggi non saremmo qui. Ad ogni modo, sono contento dell'allenatore che abbiamo e ne è contento pure Pietro (sempre Lo Monaco, ndr). Ho visto esprimersi un buon Palermo in trasferta, ma – ha detto Zamparini – la testa dei rosanero è malata: le partite perse all'ultimo non meritando creano danni a livello psicologico. Per il resto, abbiamo un programma per far crescere il Palermo, stiamo ultimando il discorso centro sportivo: prossimo ritiro lo faremo lì forse”. E c'è di più: “Zamparini per almeno sei mesi non parla più, il rappresentante del Palermo sarà Lo Monaco. Oggi la mia immagine fa più male che bene al Palermo, vedi casi arbitrali".

"Qualcosa mi fa pensare che Zamparini sia rimasto indigesto al palazzo e alla stampa. Per questo - ha detto il presidente parlando in terza persona - Zamparini fa un passo indietro. Lo Monaco entra in partecipazione nella società, avrà una quota da subito e una in opzione. Da siciliano forse vorrà ancor più bene di me al Palermo. Io resto il patron e sarò il presidente fino a fine anno. Ora Lo Monaco prende il 10% della società. Io ho sempre lavorato col cuore, cercando di dare il meglio: mi arrabbio quando la stampa dice per esempio che voglio impormi all'allenatore”. Lo Monaco come gli arabi di qualche mese fa? No. Ecco il pensiero di Zamparini: “Questo è un progetto per far diventare il Palermo una società modello che possa allettare gli investimenti di chi nel mondo è disposto a farli. Abbiamo un handicap che si chiama Italia, nessuno è disposto ad investire nel nostro Paese”.

Così l'ex a.d. etneo Pietro Lo Monaco: “Da sempre mi sento siciliano pur essendo nato in Campania. Per me fare calcio a Catania o a Palermo è la stessa cosa, non ho mai dato peso al campanilismo: lavorare qui per me significa fare calcio in Sicilia e al sud, che non è come farlo altrove. Fare calcio al sud è concettualmente è diverso. Il calcio deve essere pure un veicolo di crescita per la gente e la città: deve produrre ricchezza, gli investimenti portano lavoro... è una catena che si mette in moto. Poterlo fare qua è motivo di orgoglio. La situazione di Perinetti? Vediamo, lui è un ds di spessore. Ha fatto cose importanti, vedremo quello che dovrà essere il suo impiego e la sua collocazione. Se va via prendo sostituto? No. La gestione dell'azienda cercheremo di farla a 360 gradi, sarebbe uno spreco sovrapporre ruoli”.

E ancora: “Per me viene l'azienda, poi tutto il resto sa tanto di poesia... Zamparini è il patron ed è quello che c'ha messo tante risorse di cuore, mentali, economiche, per far sì che il Palermo potesse ottenere risultati importanti. Ho sempre invidiato le possibilità di budget corposo del Palermo, mentre fare le nozze coi fichi secchi ti costringe ad arrangiarti. Come sono stato convinto? Si parte da un territorio fertile, la mia meridionalità diciamo così. Sono innamorato della “sicilianità” - ha detto Lo Monaco – e Zamparini non ha avuto difficoltà nel convincermi. Io sono stato ospite presso la sua famiglia, non dirò mai quel che mi ha suscitato ma mi piacerebbe si potesse avere questa possibilità per tutti... per conoscerlo in un modo diverso".

"Per quanto riguarda il lavoro, io vado dritto e non sto tanto a fermarmi: il concetto numero uno è il bene della mia azienda. Per bene – ha spiegato il nuovo dirigente rosanero – intendo capacità di ottimizzare costi, produrre ed essere: essere sul campo, presso i media, presso il modo di concepire della gente. Cosa non funziona nel Palermo? In questo momento bisogna eliminare il campo da qualsiasi considerazione. Oggi il Palermo è in una posizione di classifica non consona, tante volte si rischia di entrare in un tunnel che porta a sofferenze notevoli. L'idea di base è quella di cercare di prendere il meglio da questa squadra, poi col mercato di gennaio si vedrà. Zamparini è entusiasta, ama la squadra e questa terra. Vuole un Palermo forte”.

“No al Messina come società satellite”, ha detto Lo Monaco. Che ha poi spiegato: “Quanto si parla di società satelliti parliamo di possibili novità di cui si sta discutendo in sede di Lega, per una squadra di B o di C da cui attingere... una squadra che faccia parte del tessuto della società madre come in Spagna. Ci sono piazze in disgrazia, si potrebbe portare il calcio in queste piazze...”. Così sui tifosi del Palermo: “Questi sono momenti in cui si vede quanto la gente tiene alla squadra. E' il momento di stringersi intorno al Palermo e correre numerosi al campo di gioco".

"Contro il Cagliari - ha osservato il nuovo ad rosanero Pietro Lo Monaco - ero in tribuna e mi si stringeva il cuore per come era ridotto lo stadio, con poca gente e molti settori vuoti. Mi auguro che già domenica contro il Chievo ci sia uno stadio tutto rosanero. Sarebbe la giusta dimostrazione di vicinanza che la gente potrebbe dare”. E infine, sul calciomercato: “Mercato svincolati o aspettiamo gennaio? Non penso che un club come il Palermo si debba affidare agli svincolati. E' una mossa da disperati, noi non lo siamo. A gennaio poi vediamo se ci sono situazioni per dei fattori di crescita immediata e per la valorizzazione del prodotto in ottica futura”. Come dire, per adesso fermi così e poi qualcosa nel mercato invernale accadrà.

Alessandro Rubino (© foto Pasquale Ponente)

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