Calcio, Palermo: ecco il Lo Monaco pensiero
© foto Pasquale Ponente
Lo Monaco

Calcio, Palermo: ecco il Lo Monaco pensiero

Nuova conferenza stampa per l'amministratore delegato Pietro Lo Monaco, che ha avuto modo di affrontare diversi argomenti dopo la prima partita vinta dal Palermo in questo campionato. Così l'ex dirigente del Catania: “Un pizzico di timore ci deve sempre essere, il timore ti motiva e ti fa dare qualcosa in più, chiaramente domenica era importante cercare di fare i tre punti dopo due sconfitte arrivate alla fine. Questi tre punti sono serviti a ridare fiducia alla squadra, più consapevole ora delle proprie possibilità. È un campionato con valori generali livellati verso il basso, ma non esistono le squadre cuscinetto: ci sarà da lottare, ma noi siamo pronti e l'augurio è quello di risalire la china”.

Così sul fatto di lavorare a Palermo dopo averlo già fatto dall'altra parte della Sicilia: “Non ho mai fatto distinzioni, mi sento un 'terrone incallito' e sono innamorato di questa terra. Amo la Sicilia per quello che è e che rappresenta. So il calore che la gente può dare: è un fattore caratteristico nostro. Io dico sempre che ogni squadra deve essere radicata nel territorio e mi auguro che il Palermo possa essere 'sentito' dalla propria gente. Gli spalti si riempiranno di nuovo e ciò deve rappresentare uno stimolo per chi va in campo. I giocatori devono capire che devono lottare, dal campo si esce con la maglia intrisa di sudore: il rosa delle nostre maglie dovrà diventare quasi rosso per il sudore”.

“Domenica i gesti tecnici di Miccoli non mi hanno sorpreso, sono colpi del suo repertorio. Piuttosto lo spirito di sacrificio e la determinazione mi hanno colpito, è stato un elemento trainante e la squadra lo ha assecondato. Mi è piaciuto l'equilibrio della squadra, tranne in rare circostanze: quasi mai abbiamo perso la testa, il gol preso contro è stato infortunio. Mi piace che la squadra segua il tecnico”. Sui rapporti con la gente: “Questo è un caposaldo del mio essere, baratterei punti per il connubio perfetto tra la gente e la squadra. La squadra – ha spiegato Lo Monaco – spesso si considera come una cosa propria, le vittorie fungono da riscatto per la gente e suscitano sentimenti positivi. Poi quando si parla di stadio, centro sportivo e cose di questo genere si fa per la gente: le strutture portano movimento economico, posti di lavoro”.

“Miccoli? Il giocatore penso sia sereno, a parte forse un piccolo disagio... questa sua è una situazione che contiamo di discutere quanto prima. Poche possibilità perché vada via; ce lo teniamo stretto, è piccolo e non è ingombrante (ride, ndr). Zamparini? Mi sento spesso con lui, ama la squadra e non ha lesinato energie per far sì che il Palermo potesse raccogliere soddisfazioni. Ci ha rimesso tanto, col proprio portafoglio. Si, ok ha venduto: ma ci ha messo anche tanti soldi. E continua a credere nella realtà palermitana, non è finita lì se parla di stadio e centro sportivo. Ora ha l'esigenza di una persona di riferimento per l'azienda. L'ho sentito domenica a fine partita ed era sereno... ma lui non le vede le partite! Poi le vede con calma, ma questo è indice di sentimento e passione”.

“Mercato molto argentino? Inevitabilmente è chiaro che attingerò da quelle che sono le mie conoscenze, la società deve guardare a 360° per il mondo: staremo attenti all'Olanda, alla Danimarca, al Brasile, all'Argentina, all'Italia. Credo sia doveroso tentare di integrare questo organico. Ujkani? Ha fatto bene a Novara, ora diciamo che quando le cose non vanno particolarmente bene si dice 'questo non va'. È entrato nel mirino della critica ma è un portiere di valore ed un ragazzo sul quale puntiamo. Non ci sono atti di sfiducia da parte nostra nei suoi confronti. Hernandez? Abbiamo il dovere di cercare di portarlo ad una condizione importante. Lui è anche in ottica futura un patrimonio del Palermo. Deve tirare fuori il campioncino che è in lui. Problemi? Non mi è dato di sapere. È giovane, ci può stare che si ecceda. Vedremo. Se ci saranno problemi extra sportivi vigileremo”.

E ancora: “L'attività di scouting a livelli di eccellenza in Serie A è doverosa. Io penso che Palermo debba avere struttura propria di osservatori e non in funzione degli allenatori di turno e del tecnico che magari è di passaggio. Ci stiamo già attivando per dotare la nostra azienda dei dovuti inserimenti per cercare di avere la monitorizzazione del panorama mondiale e locale (Italia anche per quanto concerne i campionati minori, ndr)”. Sui giovani: “Sarà importante portare qualche ragazzo dalle giovanili alla prima squadra. Abbiamo giocatori buoni, averne 3-4 in prima squadra sarà importante”.

a.r.

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