Calcio, Palermo ko anche a Pescara

Niente da fare, la ruota non gira. Ancora una sconfitta per il Palermo, ancora una delusione nei minuti finali. Neanche a Pescara gli uomini del presidente Zamparini, più che del tecnico Gasperini, sono riusciti a conquistare punti. Qualche timido passo in avanti sul piano del gioco si è visto a tratti nel primo tempo, poi si è spenta la luce.

Nuovamente fuori dai titolari capitan Miccoli, ancora una volta Donati playmaker in difesa ed Hernandez unico attaccante supportato da Ilicic e Giorgi. Nei primi 45' non è mancato lo spettacolo, non sono mancate le emozioni: nel primo tempo sono mancate soltanto le reti, soprattutto per quanto riguarda il Palermo visto nella prima mezz'ora. I rosanero, poi, sono rimasti in dieci già verso la metà della prima frazione di gioco: palla persa malamente da Barreto a centrocampo ed uno contro uno di Von Bergen al limite dell'area con colpevole fallo di mano ad interrompere una chiara occasione. Rosso diretto per lo svizzero ex Cesena da parte dell'arbitro Doveri; grave però l'errore del centrocampista paraguaiano, senza dubbio tra i peggiori in campo.

Giocando gran parte dell'incontro con l'uomo in meno il Palermo non è riuscito ad impensierire il portiere Pelizzoli, mentre il Pescara ha preso campo e coraggio col passare dei minuti. Troppo isolato un Hernandez mediocre e sciupone, poco ispirato il solito Ilicic a corrente alternata ed incapace di centrare lo specchio della porta. Dalla panchina il tecnico degli abruzzesi Stroppa pesca poi il jolly: entra Weiss, ex Manchester City ed Espanyol. E proprio l'ala slovacca a quattro minuti dal novantesimo ha realizzato la rete decisiva con un bel destro da fuori area scagliato dopo una tranquilla "passeggiata" dalla fascia sinistra al centro del campo. A nulla è servito l'ingresso di Brienza e Miccoli negli ultimi dieci minuti di gara, troppo bassa la qualità della manovra del Palermo e troppi pochi i palloni giocabili per gli attaccanti.

La mancanza di qualità è, infatti, il grande problema del collettivo rosanero: Sannino o Gasperini in panchina non conta, il momento difficile della squadra dipende esclusivamente dalla squadra stessa. Palermo da rivedere, domenica al “Renzo Barbera” contro il Chievo la vittoria diventa fondamentale: dopo due partite in trasferta con lo stesso undici iniziale, ci si aspetta una netta inversione di rotta. Nel frattempo serpeggia il pessimismo tra i tifosi, sempre più diffusa la sensazione che possa essere davvero difficile centrare la salvezza con questo parco giocatori.

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