Calcio, Perinetti: "Finalmente Dybala! Trapani troppi cali di tensione. Catania? Vi spiego..."

Calcio, Perinetti: "Finalmente Dybala! Trapani troppi cali di tensione. Catania? Vi spiego..."

Intervenuto nel corso della trasmissione televisiva “Palla al centro” in onda su CTS (canale 90 del digitale terrestre in tutta la Sicilia), Giorgio Perinetti – ex direttore dell'area tecnica del Palermo – ha parlato anche di Mancosu e del Trapani, oltre che del Catania e della sua presenza allo stadio in occasione della sfida tra gli etnei ed il Bari. "Mancosu e il Palermo? I rosa hanno perso Hernandez e Lafferty, il primo è bene che sia andato via perché voleva cambiare aria mentre il secondo è andato via per una serie di equivoci. C'è stato il problema di sostituirli, non entro nel merito del lavoro di Ceravolo ma personalmente - ha osservato Perinetti - credo che piuttosto che prendere giocatori non necessariamente conosciuti si potesse fare l'azzardo con uno che ha fatto molto bene in Serie B e poteva avere grandi stimoli nel fare la Serie A. Mancosu poteva essere uno di questi, ma queste sono valutazioni che ogni direttore può fare".

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"Come vedo il Trapani? Ottima posizione di classifica anche se Boscaglia ha cambiato qualcosa nel modo di giocare, ma questa squadra ha una sua identità e credo la debba mantenere. C'è stato qualche calo di intensità e qualche disastro come a Varese e Livorno, i granata non possono permettersi certi cali. Il gioco di Boscaglia è molto fluido e prevede grande intensità, ma richiede massima concentrazione e grande equilibrio che non deve mancare mai. Il Trapani - ha rilevato il direttore Perinetti - resta comunque una realtà importante in una Serie B che non perdona chi è un po' svagato di mente". Tornando a parlare di attaccanti, Perinetti si è soffermato anche sul palermitano Dybala: "Questo è finalmente il Dybala che si sperava. Tutti hanno criticato la grossa spesa fatta a suo tempo da Zamparini per lui, ma dopo due anni ci si sta rendendo conto che non era azzardato dare quella valutazione al giocatore. Il ragazzo è arrivato a 19 anni, è stato catapultato in una realtà dura come la Serie A in una squadra che in quella stagione è stata in difficoltà; l'anno scorso in B non era facilissimo, in A c'è qualche spazio in più, ora è maturato e ha preso condizione. Ha un talento straordinario e Zamparini - ha osservato Perinetti nel corso del suo intervento durante la trasmissione 'Palla al centro' - è stato bravo ad intuirne le capacità così come ha fatto con Vazquez. Raramente il patron sbaglia dall'alto della sua esperienza.

Quindi il Catania e le voci che lo vogliono in rossazzurro: “Io vicino al Catania? Sono stato invitato da Cosentino che è un mio amico a vedere una partita, tra l'altro era la partita col Bari che per me – ha detto il direttore – è certamente una squadra che ha rappresentato una tappa positiva nella mia carriera e mi piaceva rivedere anche Caputo che a suo tempo avevo comprato io. Poi era forse la gara più interessante della giornata e – ha osservato Perinetti – mi faceva piacere vederla, mi trovavo già in Sicilia per la partita della Nazionale (a Palermo, ndr) e quindi sono andato anche a Catania”. Nessun retroscena particolare e, a quanto pare, nessuna trattativa tra il club rossazzurro e l'ex direttore sportivo di Bari, Siena e Palermo. Così Perinetti: “È stata una semplice visita per vedere semplicemente una partita come faccio spesso in giro per l'Italia e all'estero. Mi è sempre piaciuto andare a vedere le partite e, checché se ne voglia dire, se ho fatto 40 anni di calcio continuo dal 1974 al 2014 e questo è il mio primo anno di stop in carriera è perché ho sempre amato e seguito personalmente lo scouting; mi piace molto vedere le gare, Catania-Bari era certamente una partita da vedere. Ho visto un Catania in grandissima difficoltà e un Bari più ordinato che ha fatto una gara vincendola: gli etnei – ha affermato Perinetti ai microfoni di “Palla al centro” - pagano le tante assenze e non hanno ancora il ritmo e la mentalità della Serie B, se non ci si adatta presto si può fare molta molta fatica”.

A.R.

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