Cassazione, commette reato il farmacista che si assenta durante la reperibilità
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Cassazione, commette reato il farmacista che si assenta durante la reperibilità

“Sono momentaneamente assente, chiamatemi a questo numero”: un messaggio che, al farmacista di turno, oggi può costare la condanna per “interruzione di pubblico servizio”!


La Suprema corte di Cassazione, infatti, ha recentemente stabilito che, quando la farmacia di turno risulti non reperibile all’utenza, vi
è un obiettivo “turbamento della regolarità del servizio farmaceutico”. ( così Cass. sent. n. 46755 del 3.12.2012)

Non influisce sulla circostanza del reato neanche il fatto che il farmacista abbia affisso un cartello con il proprio numero di telefono o che, nelle adiacenze, vi siano altre farmacie aperte e reperibili o, addirittura, vi sia il presidio urgente ospedaliero. La legge infatti garantisce ai cittadini l’accesso il più tempestivo e il meno disagevole possibile alle prestazioni pubbliche inerenti il servizio sanitario. La “tutela della salute” è infatti un bene tutelato dalla stessa Costituzione e non ammette deroghe.

Pertanto, ogni qualvolta il farmacista di turno non assicuri il tempestivo adempimento del servizio farmaceutico, vi è una condotta passibile di denuncia penale per “interruzione o sospensione del servizio”.

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