Cassazione, o sei carabiniere o hai il tatuaggio

Cassazione, o sei carabiniere o hai il tatuaggio

Un tatuaggio eccentrico e visibile con l’uniforme è incompatibile con la sobrietà e il decoro dell’Arma dei Carabinieri.

È questa la ragione per cui il Tar del Lazio, in una recente sentenza, ha definito legittima l’esclusione dal concorso, per reclutamento degli allievi all’Arma, di un candidato tatuato su una gamba. ( così TAR Lazio, sent. 05.01.2012, n. 130)

Da anni ormai, i bandi di concorso per le forze dell’ordine indicano, tra le cause di “inidoneità” per “vestire la divisa”, la presenza di tatuaggi sulla pelle che siano chiaramente visibili anche con la divisa. In particolare, provocano l’esclusione dal concorso non tutte le decorazioni corporali, ma solo quelle che, per dimensione, sede o natura, ledono l’immagine dell’Arma.

Nel caso deciso dal tribunale amministrativo, tuttavia, il “tatoo” raffigurava un cavalluccio marino, tra il piede e la caviglia, di piccole dimensioni e non visibile con l’uniforme tradizionale.

Nonostante ciò, i giudici hanno ritenuto che l’aspirante non potesse ambire a diventare Carabiniere, accogliendo la tesi dell’amministrazione. Quest’ultima evidenziava come esigenze di servizio avrebbero potuto imporre un abbigliamento particolare – si pensi ai servizi di pedinamento o di osservazione svolti in spiaggia in costume da bagno – che renderebbe visibile il tatuaggio e riconoscibile il Carabiniere.

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