Catania-Lecce 0-0: le pagelle rossazzurre
CalcioCatania.com
Il grande intervento di Liverani su Moscardelli.

Catania-Lecce 0-0: le pagelle rossazzurre

Liverani voto 6,5: Grande intervento sul tap-in di Moscardelli al 14°; attento in uscita sul cross di Surraco al 37°; meno reattivo ma graziato dalla traversa sul colpo di testa di Moscardelli. Per il resto ordinaria amministrazione.

Garufo voto 6: Causa il rigore leccese ma merita l’esimente dell’involontarietà. Per il resto svolge bene il suo compito, che è quello di limitare l’esterno sinistro avversario Doumbia, che lo induce a spingere meno del solito sulla sua corsia.

Bergamelli voto 5,5: Cerca di sopperire con l’esperienza ai troppi cross concessi a Lepore e Surraco da Nunzella. Nella ripresa viene ubriacato da un dribbling di Doumbia che lo costringe al fallo e alla conseguente ammonizione.

Bastrini voto 6: Schierato al posto del titolare Pelagatti non demerita, adottando la tattica delle salutari “spazzate” alla viva il parroco per risolvere alcune situazioni di pericolo, e cercando spesso il lancio in profondità a beneficio di Calil e Falcone.

Nunzella voto 5: Inizia bene, servendo a Bastrini un cross invitante su calcio di punizione e anticipando Surraco in area in occasione di un pericoloso traversone degli avversari. Poi, complice l’assistenza inefficiente di Di Cecco e Falcone, va in tilt, e concede a Lepore e Surraco troppi cross, per poi crollare fisicamente nel finale e “guadagnarsi” la prima sostituzione stagionale.
-> Parisi SV: Al rientro dopo un lungo periodo di indisponibilità, mette in mostra una grinta forse eccessiva con un intervento molto irruento su Lepore che gli costa un cartellino giallo.

Agazzi voto 6: Per la prima volta da tempo immemore gioca bene da mezzala, aggredendo gli avversari e ripartendo con dinamismo. Serve un buon pallone dalla destra in area per Calil al 10°. Poi lentamente perde lucidità e nella ripresa, dopo la sostituzione di Musacci, pensa più a interdire che costruire, complice l’avanzata del Lecce.

Musacci voto 6,5: Qua e là qualche errorino dovuto alla lentezza cronica che lo mette in difficoltà se pressato, e un ingenuo cartellino giallo rimediato nella parte finale della prima frazione di gioco. Per il resto, però, bisogna riconoscere che si esprime su livelli decisamente più alti rispetto a quelli cui ci aveva abituati. La ritrovata sicurezza lo induce a provare più spesso il lancio in profondità (o il cambio di gioco) che sembra la sua dote migliore.
-> Bombagi voto 5,5 Mezz’ora scarsa in cui riceve pochi palloni giocabili. Troppo poco per giudicare, ma se dobbiamo proprio sbilanciarci sembra un giocatore abile nel saltare l’uomo ma poco propenso al fraseggio.

Di Cecco voto 6: Nella sua zona di pertinenza è un gran sfida “muscoli e cervello” con Papini prima e De Feudis poi. Ciò gli toglie energia per dare una mano a Nunzella in raddoppio sull’attivissimo Lepore e sull’onnipresente Surraco. Cerca però spesso la giocata al volo di prima con cui mette nelle condizioni Falcone di ripartire in velocità.

Calderini voto 4,5: Appoggi, passaggi, controlli, duelli in velocità: gli va storto un po’ di tutto. Solo un’accelerazione con seguente cross innocuo nella ripresa prima di essere sostituito. Troppo poco.
-> Lupoli voto 5,5: Gioca ancora meno palloni rispetto a Bombagi, ha il merito di portare a casa un calcio d’angolo ma per il resto non cambia la partita come ci si poteva attendere. Forse penalizzato dalla posizione defilata.

Calil voto 6,5: Dai suoi piedi le uniche occasioni da rete del Catania. Prima una conclusione poco convinta su assist di Agazzi; poi, al 17°, un tiro a giro da fuori area con cui impegna l’ottimo Perucchini; a seguire un colpo di testa ravvicinato su calcio di punizione di Musacci col quale sfiora la rete; infine, al 38°, la traversa centrata con la complicità della deviazione di Perucchini con una bomba scagliata in area. Nella ripresa i suoi sono costretti ad abbassare il baricentro a causa della controffensiva pugliese, e non riesce più a suonare la carica.

Falcone voto 6: Sulle attività preparatorie non gli si può imputare nulla. Va in pressione, punta l’uomo e spesso lo salta, cerca il cross, guadagna punizioni e calci d’angolo. Ma al momento di inventarsi la giocata decisiva, si eclissa.

All. Pancaro voto 6,5: Il Lecce è avversario di tutto rispetto ma i suoi ragazzi rispondono bene riscattando, sul piano dell’impegno e dell’intensità, la prestazione di Ischia. Conferma alcune sue prerogative (4-3-3 e coesistenza di Agazzi e Musacci) ma stavolta la squadra gira meglio, anche perché meno leziosa e più propensa al pressing e al lancio lungo quando serve. Il rovescio della medaglia è rappresentato dal calo fisico e dal cambio di atteggiamento nella ripresa, in cui si pensa più che altro a non prenderle. Depone a suo favore il fatto di riuscire nell’intento.

LECCE voto 6,5: La cura Braglia funziona e si vede. Il modulo è ancora il 4-2-3-1 disegnato da Asta, con Surraco elemento tatticamente e tecnicamente determinante. L’interpretazione è però più efficace, come dimostrato dai numerosi cross tentati da Lepore e Liviero sulle due corsie. Diversi pericoli creati nell’area di rigore etnea, un rigore sbagliato, una traversa presa, supremazia territoriale netta nella ripresa…ma alla fine, solo un pareggio.

Arbitro Morreale voto 5: Rigore un po’ generoso fischiato a favore del Lecce, considerando che Garufo non stava neanche guardando la traiettoria della sfera. Non vede un netto fallo di mano di Cosenza su un colpo di testa a seguire di Nunzella. Meglio nella gestione dei cartellini.

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