Catania-Messina: le pagelle rossazzurre
Andrea Di Grazia, giornata da incorniciare

Catania-Messina: le pagelle rossazzurre

PISSERI voto: 7 Ancora un’ottima prestazione per il numero 12 rossazzurro. Sull’1-0 ringrazia sentitamente la traversa sulla quale s’infrange la violenta conclusione di Pozzebon, mentre sul gol del numero 9 peloritano è incolpevole. Nella ripresa il duello con la punta messinese si conclude con due parate determinanti.

PARISI voto: 6,5 Dopo la buona prestazione di Taranto il numero 28 etneo inanella un’altra prova positiva. Nella prima frazione di gioco, così come avvenuto in Puglia, si spinge spesso in avanti. Dopo sette minuti, addirittura, sfiora il gol con un poderoso colpo di testa che finisce alto di poco. Nella ripresa, in considerazione del cambio tattico operato da Marra, che ridisegna il Messina dal 4-3-3 al 4-2-3-1, si concentra maggiormente sulla fase difensiva, limitando con successo l’esperto Madonia.

GIL voto: 5,5 Pozzebon è davvero un brutto cliente anche per il difensore brasiliano. Da una sua ingenuità nasce la rete messinese che riapre la gara. Nella ripresa prova in tutti i modi a contenere le sfuriate della punta messinese, riuscendovi in parte.

BERGAMELLI voto: 7 Oltre ad esser il leader del reparto arretrato è anche uno dei punti di riferimento dell’undici di Pino Rigoli. Sull’1-0 è decisivo su Ferri lanciato verso l’area etnea. Coordina al meglio, con tutta la sua esperienza, l’intera difesa rossazzurra. Perno insostituibile.

DJORDJEVIC voto: 6 Al rientro dal primo minuto il difensore serbo disputa una gara senza infamia e senza lode. La condizione fisica non è ancora delle migliori ma il buon Stefan ci mette tanta generosità e aggressività; talvolta anche troppa. Al minuto 35, per esempio, un suo intervento un po’ troppo irruento nella metà campo del Messina gli procura un cartellino giallo evitabilissimo. Nella ripresa si limita alla fase difensiva avanzando raramente. In crescita.

BUCOLO voto: 7 Seconda gara da titolare e secondo ‘7’ rimediato in pagella. Così come avvenuto a Taranto sette giorni or sono il centrocampista catanese, uno tra gli ex di turno, sfodera un’altra prestazione gagliarda. Preferito a Scoppa, nel ruolo davanti alla difesa, combatte come un guerriero, dando equilibrio a tutto il centrocampo. Conclude la partita con la fascia di capitano ereditata da Biagianti. Un piccolo grande premio per un calciatore che sta diventando sempre più importante per gli equilibri tattici della squadra.

BIAGIANTI voto: 7 Gran bella prestazione anche per il capitano rossazzurro. Nei primi minuti è indemoniato, con diversi recuperi palla in mezzo al campo. Intesa crescente sulla catena di sinistra con Djordjevic e, soprattutto, con Andrea Di Grazia. Esce esausto a pochi minuti dalla fine tra gli applausi del pubblico.
Dall’86’ SILVA s.v.

DI CECCO voto: 6,5 Nel primo tempo, tra i tre in mediana, è quello che fatica di più. Nei primi 45 minuti, infatti, perde qualche pallone di troppo che generano, talvolta, qualche grattacapo alla retroguardia etnea. Cresce alla distanza, riversando in campo tutta la sua esperienza e generosità. Nel secondo è tra i migliori: si procura diversi falli che spezzano il ritmo della gara facendo respirare la squadra. Rimedia un giallo per un fallo tattico su Madonia lanciato verso l’area rossazzurra. Un giallo ‘ben’ speso.

DI GRAZIA voto: 9 Nel primo tempo è semplicemente devastante: fa impazzire Mileto, dispensa assist d’oro per i compagni (a Calil dopo due minuti, a Barisic sull’1-0) e segna due reti una più bella dell’altra, la prima con una fucilata di destro di prima intenzione, la seconda con un tocco da biliardo al termine di un gioco di prestigio. Nella ripresa, così come tutta la squadra, arretra il suo raggio d’azione ripiegando in dietro spesso e volentieri. Appare, come per magia, per chiudere definitivamente i giochi con un destro chirurgico che s’infila in rete dopo aver accarezzato il palo. Oltre la solita ottima prestazione adesso sono arrivati anche i gol. Scusate se è poco. Esce tra gli applausi, a due minuti dal novantesimo, sostituito dall’ingiudicabile SCOPPA

CALIL voto: 7 Preferito a Paolucci, ha dopo due minuti la palla del possibile vantaggio: il suo piatto destro però s’infrange contro Berardi. Nonostante il gol mancato, si danna l’anima per tutti i novanta minuti dando una mano a tutta la squadra sfoderando una grande prova di generosità. Splendido l’assist al bacio fornito a Di Grazia in occasione dell’1-0.

BARISIC voto: 5 Lo sloveno è l’unica nota stonata del festoso pomeriggio rossazzurro. Al minuto diciassette spreca clamorosamente il gol del raddoppio a tu per tu con Berardi. Il contraccolpo per la ghiotta occasione mancata si ripercuote sul prosieguo della sua partita. Dopo un’ora, e una serie di passaggi sbagliati, lascia il campo a capo chino. Giornata storta per un attaccante che nelle precedenti partite, contro Fondi e Taranto, aveva ben figurato.

dal 57’ RUSSOTTO voto: 6,5 Dopo appena un minuto dal suo ingresso in campo fa subito capire di avere lo spirito giusto effettuando un intervento difensivo che sbroglia una situazione complicata. Alla prima occasione nell’area avversaria sfiora il gol: il suo destro in diagonale, sporcato da un difensore avversario, finisce però sul palo esterno. Vorrebbe spaccare il mondo, ma non riesce a trovare la via del gol.

RIGOLI voto: 7 Rispetto alla gara di Taranto opera soltanto due variazioni: Djordjevic per Nava sull’out mancino della retroguardia, Calil per Paolucci nel ruolo di prima punta. Scelte azzeccate in un Catania che nel primo tempo crea diverse palle-gol. Giuste le sostituzioni: poco prima del sessantesimo tira fuori un nervoso Barisic, inserendo un Russotto decisamente pimpante. Nel finale dà respiro a Biagianti e concede la meritata standing ovation a Di Grazia. Da libro cuore l’abbraccio con il numero 23 rossazzurro dopo il gol del 2-0.

MESSINA voto: 5,5 Dopo la sconfitta della settimana scorsa contro la Paganese, rimediata sette giorni fa al “Franco Scoglio”, a Catania è arrivata un’altra dura mazzata per Sasà Marra, sempre più a rischio esonero. Il tecnico peloritano, privo di Ionut e Foresta (infortunati) e di Milinkovic (escluso per motivi disciplinari), schiera il Messina con il solito 4-3-1-2 senza troppi tatticismi provando a giocarsi la partita. Ne viene fuori una difesa che ‘balla’ troppo e un centrocampo spesso sovrastato da quello etneo. In avanti, il buon Pozzebon (voto 7) è un pericolo costante per la difesa rossazzurra. Nella ripresa, con l’inserimento di Madonia, passa al 4-2-3-1 senza trovare i risultati sperati.

ARBITRO BALICE DI TERMOLI voto: 7 Nonostante si tratti di un derby tiene perfettamente in mano la partita distribuendo con criterio i cartellini gialli. Giuste le interpretazioni in occasioni delle due reti non convalidate al Catania.

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