Catania, PDL a congresso: AAA... idee cercasi

l primo congresso del Pdl si è celebrato. Il Pdl, nonostante tutto, è il primo partito dell'isola. Forse il secondo a Catania ma comunque i suoi iscritti e i suoi numeri sono da capogiro.

Due giorni di votazioni per eleggere/nominare una classe dirigente. Alla fine la montagna ha partorito il topolino: nessun volto nuovo; nessuno slancio verso i giovani (che, sebbene in piccola pattuglia hanno cercato di dire la loro, nei numeri sono stati massacrati)

Nessun dibattito, o meglio nessun programma. Nemmeno un'idea, per la società e per lo sviluppo, è emersa da questa mega assise che è stata convocata per fabbricare Politica.

I nomi sono sempre gli stessi: Basilio Catanoso (già missino e poi An) e Vincenzo Giibino (mai eletto in nessuna competizione elettorale con la preferenza, ma già presidente dell'IACP e poi parlamentare nazionale: per mero e filiale amore firrarelliano).

Per carità, tutte brave persone. Io però mi domando: qual è il programma politico che ha sottointeso queste due candidature?

Quali sono - sempre se ve ne siano - le idee di questi due uomini per il futuro della nostra comunità? Non è dato sapere. Al congresso, da quello che racconta la stampa, si è trattata della solita manfrina.

La solita sbobba: le alleanze politiche da fare a Palermo e a Catania; I rapporti con Lombardo e... e poi?

Ma è mai possibile che questo mega partito, le cui poltrone dell'aula, in cui si svolgeva il dibattito, erano semi vuote, mentre i seggi elettorali erano affollatissimi (fonte LA SICILIA pag. 39 del 26/02/12), non sia ancora in grado di fabbricare idee per il suo popolo?

Non vi è traccia di discussione in ordine a nuove tecnologie; forme di incentivazione del merito nel pubblico impiego; di quali sistemi selettivi arricchire la nostra formazione scolastica; di un nuovo sistema fiscale; di temi riguardanti l'ambiente ed il turismo; di agricoltura.

Ma siamo davvero tutti pazzi? Ma veramente dobbiamo credere che questo sia il modo giusto di fare Politica? In soldoni, l'unica attività di partito dei nostri blasonati leaders è stata quella di contattare i propri amici, a cui regolarmente sono state pagate le tessere, per ricordagli di andare a votare, giorno e ora.

Insomma, il popolo del Popolo delle Libertà è stato convocato solo per votare. Nient'altro. È davvero questa la nuova politica? Ma chi volete che ci creda?

Anche questi leaders se ne renderanno conto, prima o poi: il mondo è cambiato, l'informazione pure. Nel frattempo, però, i problemi si sono acutizzati. La crisi sta rendendo tutti consci di come questa classe politica non sia mai stata all'altezza del tempo. Un tempo: post ideologico e globale.

Loro pensano e si azzuffano per incarichi e ruoli di partito. Il popolo (quello vero, non quello "delle libertà") pensa a come campare. Anche questo popolo vorrebbe guardare la politica per capire e sperare, ma ormai non ne comprende più il linguaggio.

Alla domanda di sviluppo e progresso il PDL catanese ha risposto: Catanoso-Gibbino (sic!). Ma io mi chiedo: ma questi che lingua parlano? Ma questi signori ci parlano con la gente oppure pensano che le edulcorate stanze di albergo, cui sono soliti frequentare, rappresentino l'intero mondo?

Da quanto emerso, non v'è ormai alcun dubbio. È ormai tempo di rivoluzione. Una rivoluzione di cultura e di idee. Il cambiamento non è più rinviabile. L'attuale classe politica va sostituita con il Popolo, a cui poca importa la poltrona o l'incarico e che alla domanda di sviluppo e progresso mai risponderebbe: Catanoso-Giibino.

Andiamo avanti

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