Catania, Preside non fa uscire bimbo da solo: picchiato dalla madre
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Catania, Preside non fa uscire bimbo da solo: picchiato dalla madre

La madre di un bambino che frequenta la terza elementare nell'Istituto comprensivo Livio Tempesta di Catania, nel quartiere Angeli Custodi, ha aggredito il preside che, contrariamente a quanto avrebbe voluto la donna, si rifiutava di far uscire da solo da scuola il figlio perché minorenne. L'uomo, Tarcisio Maugeri, di 41 anni, laurea in Scienze della formazione, dottorato a New York in Matematica e informatica ha dovuto far ricorso alle cure del Pronto Soccorso per i graffi al viso che ha riportato.

L'episodio, avvenuto martedì scorso, viene ricostruito stamane da 'La Repubblica'. Il preside, secondo quanto scrive il quotidiano, ha incontrato la donna in segreteria. "La responsabilità è mia - avrebbe detto la donna - e voi fatevi i c.. vostri. Lavoro tutta la settimana fino alle 15. Non posso venire a prendere mio figlio e non me ne vado fino a quando non fate come dico io''.

Maugeri le avrebbe risposto che non poteva lasciar uscire suo figlio da solo a fine lezioni. "Ha 8 anni. Neppure se lei firma un foglio di presa di rischio. Commetteremmo un reato, abbandono di minore", aggiungendo che non avrebbe neanche potuto farlo venire a prendere dalla sorella di 17 anni perché anch'essa minorenne.

"Ha iniziato a coprirmi di improperi. Da quella bocca è uscito di tutto - racconta il preside intervistato da Repubblica - e quando le ho chiesto di uscire dall'ufficio mi é saltata addosso. Mi ha tirato due sberle, mi ha graffiato con tutta la rabbia che aveva dentro".

"In questa scuola - dice il preside - non è semplice riuscire a far passare il rispetto delle regole, anche quelle minime. Non c'è un sistema che educhi. E' così. Genitori e figli entrano all'ora che vogliono, rispondono a brutto muso. Il linguaggio è quello dell'insulto perché non ne conoscono un altro".

Nel pomeriggio il preside aggredito ha ricevuto una telefonata di solidarietà da parte del sindaco di Catania Enzo Bianco. "Non appena si sarà rimesso - gli ha detto - la verrò a trovare a scuola: dobbiamo intensificare i segnali di legalità". Nell'Istituto, che era stato oggetto di atti vandalici Bianco aveva voluto inaugurare l'anno scolastico con il questore Marcello Cardona e l'assessore Valentina Scialfa. "In quell'occasione - ha detto Bianco - fui concorde con la definizione data da Maugeri, che aveva paragonato la scuola a una casa e spiegai che la scelta di non chiudere l'istituto vandalizzato voleva essere un tributo alla grande generosità di insegnanti, dirigenti, personale non docente e famiglie che affidano il futuro dei loro ragazzi alla scuola. La 'Livio Tempesta' continua a rappresentare per noi un baluardo di legalità".

"E bene ha fatto il preside - ha aggiunto - a ribadire la necessità di far rispettare le regole. Dobbiamo però far sì che questo non ci porti a penalizzare chi ha dei problemi. Ecco perché abbiamo allo studio una serie di progetti per sostenere le famiglie in difficoltà".

"Puntiamo su incontri specifici - ha spiegato dal canto suo l'assessore alla Scuola Valentina Scialfa - che stiamo programmando nei quartieri con maggiori difficoltà per dare ascolto alle esigenze dei genitori. A volte certi problemi emergono improvvisamente e in maniera drammatica a causa dell'urgenza quando potrebbero essere affrontati con maggiore serenità. Contiamo molto poi sul coinvolgimento della rete del volontariato, che potrebbe aiutarci a sciogliere molti nodi importanti".

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