Catania-Trapani 4-1: Derby "ossigenante"
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Doppietta da sogno per Schiavi nel derby dell'amicizia.

Catania-Trapani 4-1: Derby "ossigenante"

Si torna a respirare. La terza vittoria consecutiva (ciclo centrato per la prima volta in stagione) permette al Catania di lasciarsi alle spalle in un colpo solo la zona retrocessione e la zona playout, sebbene quest'ultima sia distante un solo punto, a testimonianza della classifica cortissima che caratterizza il campionato cadetto. Marcolin aveva preso una prima boccata d'ossigeno dopo il 2-0 al Perugia dello scorso 31 gennaio, salvo poi sprofondare nuovamente sott'acqua a causa del crollo delle successive giornate. Dopo più di due mesi ecco un nuovo colpo di coda che permette di raddrizzare momentaneamente un campionato più che storto, in attesa del verdetto che uscirà fuori dalle ultime sette partite, quattro delle quali da giocare fuori casa. Dal momento che nelle speciale classifica delle partite esterne il Catania è tuttora ultimo non bisogna commettere l'errore di esaltarsi troppo dopo la pur roboante vittoria nel match più sentito della stagione, e mantenere alta la concentrazione è un imperativo categorico per proseguire il ciclo positivo avviato dai ragazzi di Marcolin.

Nel primo tempo discreta reazione doppia la doccia gelata
Eppure, per quarantotto giri di lancette uno spettro poco gradito ha aleggiato sul “Massimino”. Marcolin sceglie la via del coraggio, schierando nella posizione solitamente occupata dai mediani di rottura Coppola ed Odjer il rientrante Rosina, in un centrocampo caratterizzato dalla presenza di un solo interditore (Rinaudo). Mossa comprensibile, considerando che i tre punti, oggi, servivano più al Catania che al Trapani, non a caso più accorto nelle scelte. Mossa, tuttavia, che Cosmi ha aggirato con astuzia nella fase iniziale del match. I granata infatti hanno mostrato un pressing asfissiante che non ha fatto respirare l'undici etneo, praticamente rintanato nella propria metà campo per tutti i primi dieci minuti in cui il Trapani, esibendo un buon fraseggio e dei meccanismi ben oliati nonostante il nuovo tecnico lavori al “Provinciale” soltanto da un mese, si è avvicinato pericolosamente all'area di rigore avversaria conquistando poi un rigore grazie al braccio alzato di Rinaudo.
L'interruzione, dopo più di 180', dell'inviolabilità della porta rischiava di sfiduciare una squadra in ripresa e di concedere al Trapani un agevole gioco di rimessa. Ma è proprio in questo aspetto che il Catania ha mostrato il più incoraggiante segnale di crescita: il Trapani non si è più visto dalle parti di Gillet – escludendo una conclusione di Barillà in contropiede (l'unico concesso, nell'arco di un match in cui i rossazzurri hanno coperto perfettamente il campo) – ed i rossazzurri hanno cominciato un inarrestabile assalto alla porta difesa da Gomis, acquisendo occasione dopo occasione quel pizzico di fiducia in più necessario per scardinare la difesa trapanese.

Il primo quarto d'ora della ripresa decide tutto; Castro e Del Prete sugli scudi
L'interruzione del match causata dalla fine dei primi 45', dopo la clamorosa doppia occasione sciupata da Maniero e Calaiò, poteva congelare l'ardore agonistico degli undici di casa che invece hanno approcciato nel migliore dei modi l'avvio della ripresa, peraltro caratterizzato dal cambio Abate-Basso che ha tolto peso all'attacco di Cosmi, accentuando l'intenzione del tecnico avversario di puntare sulle ripartenze. Intenzione mortificata dall'atteggiamento veemente del Catania che nel giro di sei minuti ha ribaltato la partita, col primo gol di Schiavi in maglia etnea realizzato su calcio da fermo e con la veloce ed aggressiva azione orchestrata da Castro, Rosina e Rinaudo e finalizzata, suo malgrado, dall'ex Terlizzi dopo il tap-in tentato da Maniero. Un po' di fortuna, ma si tratta di fortuna cercata e quindi meritata.
La partita si è virtualmente chiusa dieci minuti dopo quando Gavillucci ha (forse un po' frettolosamente) allontanato dal campo Ciaramitaro. Il Catania porta male al giocatore palermitano, già espulso nel match d'andata, che paga un'indole troppo aggressiva. A quel punto è stato quasi un gioco da ragazzi per gli uomini di Marcolin chiudere il match approfittando della vena straripante di Lucas Castro, giunto al quarto gol nel girone di ritorno, il cui recupero fisico, psicologico e tecnico sta tornando molto utile al gruppo, che non può contare da qualche tempo sul miglior Rosina, che a sua volta oggi ha invece disputato una grande partita sia sotto il profilo del sacrificio che sul versante della qualità garantita ai compagni sulla trequarti.
Nota di merito anche per il miglior Del Prete di stagione: il n°18 sta dimostrando di poter contribuire parecchio alla causa, in termini di corsa e assist (e se non fosse stato per la clamorosa traversa, anche di reti...) col recupero di una buona forma fisica. Il terzino destro, inoltre, sta compensando l'involuzione di un Mazzotta sempre meno incisivo, e non è da escludere che Marcolin, forte del recupero di Belmonte e della capacità di Del Prete di calciare indifferentemente sia di destro che di sinistro, possa pensare a un turnover nel settore laterale della difesa.

Al “Francioni” scontro diretto da brividi
La prevedibile accademia finale, impreziosita dalla doppietta di Schiavi, ha avuto lo scopo di conservare le energie per il prossimo, impegnativo e delicato appuntamento che il calendario riserva ai rossazzurri, di scena a Latina domenica 19. Da questo punto di vista stona parecchio la sostituzione anticipata di Calaiò, che ha avvertito dei fastidi alla coscia. L'auspicio è che il capitano sia abile e arruolabile per la trasferta laziale, alla quale il Catania potrebbe presentarsi più accorto, con un recuperato Coppola in più in mezzo al campo e un giocatore offensivo in meno. Quel che conterà, in ogni caso, a prescindere dalle scelte di uomini e modulo, sarà il risultato, a maggior ragione considerando il fatto che le due squadre sono attualmente appaiate in classifica, a quota 41.

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