Catania, ag.Calaiò: "L'anno scorso voleva il Palermo, ora bene con Sannino anche se il Catania..."
Umberto Calaiò ospite di #pallaalcentro

Catania, ag.Calaiò: "L'anno scorso voleva il Palermo, ora bene con Sannino anche se il Catania..."

Ospite della trasmissione televisiva “Palla al centro” (in onda tutti i giovedì alle 21 su Cts, canale 90 del digitale terrestre in tutta la Sicilia), l'agente Fifa Umberto Calaiò ha parlato del fratello Emanuele in forza al Catania: un palermitano all'ombra dell'Etna, l'anno scorso non lontano dal ritorno nella città d'origine.

“Emanuele Calaiò un anno fa vicino ai rosanero? Venire a giocare a Palermo non è stato possibile, l'anno scorso mio fratello aveva dato la sua disponibilità e si sentiva di poter far parte di quel gruppo che per grandi linee era un gruppo con cui lui aveva già vinto a Siena col direttore Perinetti. Sarebbe stata la sua naturale collocazione, in un momento particolare della sua carriera e con il Palermo che – ha ricordato il procuratore dell'attaccante nel corso di “Palla al centro” – aveva bisogno di acquisire quella tipologia di giocatore. Non sempre le volontà combaciano, si sa che i matrimoni si fanno in due. C'è stato quindi l'anno in chiaroscuro al Genoa, chiuso anche con l'infortunio importante. E in questa stagione, contratto alla mano e progetto alla mano, siamo andati dove c'erano maggiori garanzie e la possibilità di tornare protagonista”.

Nel campionato cadetto per il momento le cose non stanno andando come dovrebbero andare: “Non mi pare che il Catania possa diventare in questa Serie B come il Palermo dell'anno scorso, non mi sembra – ha osservato Umberto Calaiò durante la trasmissione televisiva andata in onda su Cts – che siano equiparabili le due formazioni ma anche le due squadre nell'insieme: come allenatore, dirigenza e calciatori. Ci sono delle potenzialità a Catania, perché comunque dopo la retrocessione si è cercato di mantenere il grosso della squadra potendo poi integrare qualche altra pedina. Ma ci sono stati dei problemi, come quello degli infortuni. Hanno pesato anche il cambio del preparatore atletico, della metodologia di lavoro, l'adattamento o il mancato adattamento dei giocatori alla categoria in particolare degli argentini, quindi è stato tutto difficile”.

Ad ogni modo, il Calaiò procuratore e il Calaiò calciatore restano contenti della scelta fatta in estate: “Contenti della scelta Catania? Beh ora sulla panchina rossazzurra c'è Sannino che è una persona con cui Emanuele è sempre stato in ottimi rapporti: il mister è una persona vera e che non guarda la carta d'identità dicendoti le cose per come sono. Questo è un po' quello che ci voleva. Non che Maurizio Pellegrino fosse negativo, però – ha detto il fratello e agente dell'attaccante del Catania – con Sannino parliamo di un profilo di un tecnico che negli ultimi anni ha dimostrato di avere la tempra del famoso condottiero. Per quanto riguarda la scelta estiva, se non fosse stata Catania sarebbe stata Bologna e sono due piazze assolutamente importanti nella carriera di un calciatore”.

La Serie B è comunque una categoria difficile e il Catania è stato costruito in modo diverso per esempio dal Palermo che ha stravinto l'ultimo campionato cadetto: “Differenze coi rosanero della passata stagione? Il Palermo l'anno scorso è stato costruito con intelligenza da un dirigente come Perinetti che conosce la Serie B come le sue tasche: travasò nel gruppo giocatori che avevano già lavorato e vinto con lui e ha mantenuto una struttura di italiani, che la Serie B l'avevano già fatta, integrando alcuni giovani come Belotti: è chiaro che bisognava solo trovare la quadratura del cerchio e ciò è accaduto con Iachini, che – ha detto Umberto Calaiò, ospite della trasmissione “Palla al centro” – aveva fatto già miracoli nel campionato cadetto per esempio con la Sampdoria”.

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