Catania, confisca ad imprenditore agricolo vicino al boss Rampulla
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Catania, confisca ad imprenditore agricolo vicino al boss Rampulla

La Dia di Catania e Messina ha eseguito una confisca di primo grado di beni per 50 milioni di euro riconducibili all'imprenditore Giuseppe Scinardo, ritenuto uomo di fiducia del capomafia Sebastiano Rampulla.

Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Catania e riguarda società, ditte, numerosi immobili, vaste distese di terreno e svariati fabbricati. Si tratta di un nuovo colpo al patrimonio riconducibile a Cosa Nostra dopo il sequestro che la Dia ha effettuato nei confronti dell’imprenditore palermitano Calcedonio Di Giovanni, 75 anni, legato in affari con le famiglie mafiose del mandamento di Mazara del Vallo in provincia di Trapani. Sequestro di beni del valore di 450 milioni di euro.

Gli stretti legami con i vertici di cosa nostra ed il collegamento con noti esponenti dediti al riciclaggio internazionale, hanno “permesso” all’imprenditore di “realizzare” il suo ingente patrimonio immobiliare, oggi sequestrato. Tra i beni vi sono anche un centinaio di case nel villaggio vacanze Kartibubbo a Campobello di Mazara. Ed è a Kartibubbo che, secondo l'accusa, sarebbe emerso «il collegamento di Di Giovanni con uno dei principali artefici del riciclaggio internazionale: Vito Roberto Palazzolo».

Mentre sempre a Catania sono stati confiscati beni per circa 3 milioni di euro ad Agatino Litrico, 41 anni, ritenuto un trafficante di droga del clan Cappello, questa volta ad opera della Guardia di Finanza.

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