Catania, dipendenti del Teatro Stabile occupano il terrazzo dell'ente
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Catania, dipendenti del Teatro Stabile occupano il terrazzo dell'ente

I lavoratori del Teatro Stabile di Catania sono sempre più esasperati e hanno occupato il terrazzo dell’ente di via Fava. La strada è stata circondata da forze dell’ordine e vigili del fuoco. Da cinque mesi una quarantina di lavoratori non prende lo stipendio. Lo sciopero è stato proclamato da Cgil, Cisl e UIL di Catania che hanno ritrovato unità nella vertenza. Nello stesso momento è cominciata all'interno della sede dell'ente un’assemblea dei lavoratori. “Il clima è molto teso - dichiarano i rappresentanti di Slc Cgil di Catania, Davide Foti, Cisl Antonio D’Amico e per la Uil Giovanni Nicotra - ed è purtroppo il naturale risultato di un tira e molla fatto di promesse mai mantenute, e di un’indifferenza politica e umana che stravolge i lavoratori da molti mesi”.

Da oggi i lavoratori sono in sciopero, come deciso ieri nel corso di una infuocata assemblea dei dipendenti dello Stabile iscritti alla Slc Cgil e alla Uilcom, che si è tenuta ieri al «Verga». E oggi pomeriggio è partita una protesta ad oltranza con l’obiettivo di fermare tutte le produzioni e portare alla ribalta della città, ma anche dei palazzi della politica regionale, la gravissima situazione in cui si ritrova uno degli enti teatrali più importanti dell’isola, peraltro già sollevata ieri anche dal deputato reg. Nello Musumeci che ha chiesto a tutta la deputazione catanese un forte intervento.

A questo punto anche l’ultima rappresentazione di «Re Lear» prevista per oggi potrebbe non tenersi anche se il Cda dello Stabile sta cercando di trattare con i lavoratori «per affrontare insieme problemi e prospettive». A rischio non ci sarebbe solo l'ultima di Re Lear a Catania, ma anche le rappresentazioni previste da mercoledì prossimo al Teatro Stabile di Napoli (con cui lo spettacolo è coprodotto) in quanto lo sciopero e la protesta dei lavoratori del Teatro Stabile di Catania non consetirebbe di smontare la scene che devo poi essere portate nel teatro partenopeo.

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