Catania, l'apertura della Porta Santa in cattedrale
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Catania, l'apertura della Porta Santa in cattedrale

Oggi, alle 16,30, nella Collegiata S. Maria dell’Elemosina, i presbiteri, i diaconi, gli alunni del seminario arcivescovile e del corso “Sant’Euplio” per il diaconato permanente e i ministeri indosseranno le vesti liturgiche per prendere posto sul sagrato della basilica dove, alle 17, l’arcivescovo Salvatore Gristina presiederà i riti liturgici di inizio e di introduzione della celebrazione dell’apertura della “Porta Santa” della Cattedrale.

Seguirà la solenne processione stazionale penitenziale con l’icona della Madre della Divina Misericordia e l’Evangeliario verso il Duomo di Sant’Agata, sul cui sagrato il metropolita - con ai lati del cancello principale il vicario generale e moderatore della Curia arcivescovile, i 4 vicari episcopali, i 15 vicari foranei, gli altri sacerdoti, i diaconi, i seminaristi, gli allievi del “S. Euplio” e le religiose - presiederà il rito liturgico di apertura della “Porta della Misericordia”, la porta principale del prospetto della Cattedrale in piazza Duomo.

Subito dopo tutti - arcivescovo, clero, consacrati e fedeli laici - entreranno processionalmente in basilica, nel cui presbiterio centrale il metropolita presiederà la solenne concelebrazione dell’Eucarestia della domenica “Gaudete” III di Avvento.

Nelle navate laterali saranno predisposti degli schermi per seguire meglio la celebrazione eucaristica di inizio del Giubileo straordinario della Misericordia nell’arcidiocesi metropolitana di Catania. Il programma dettagliato pubblicato su La Sicilia di oggi.

Nelle chiese della città nel pomeriggio-sera non sarà celebrata alcuna messa vespertina-serale. Il portone principale della Cattedrale è costituito da 32 formelle, finemente scolpite, che illustrano, partendo dall’alto a sinistra: nel primo registro i tre armoriali del vescovo Ansgerio, di papa Urbano II e di Ruggero I di Sicilia, protagonisti della fondazione della Cattedrale, mentre chiude la serie la riproduzione di un rapace in volo oltre le nubi in tempesta; nel secondo registro sono rappresentati gli armoriali dei corrispettivi protagonisti della ricostruzione della cattedrale, il vescovo Pietro Galletti, papa Clemente XII e il sovrano Carlo III di Spagna, chiude la serie lo stemma di Catania con la didascalia dei motti civici; il terzo registro rappresenta quattro attributi della diocesi e rispettive didascalie, ossia un volatile nel nido mentre lede il proprio petto per sfamare i pulcini, un uomo barbuto schiacciato da un vulcano alla cui spalle si erge la croce della Resurrezione a cui l’uomo è incatenato per la caviglia, un albero battuto dai venti da cui cadono diverse foglie e un volatile al rogo in una pira il cui motto è “spes sancta crociata nescit”; l’ultimo registro rappresenta i luoghi della patrona Agata e sono un altare, una fornace, un messale aperto e un arcobaleno. Ai lati della porta, su due alti supporti, sono poste le statue in marmo di S. Pietro e S. Paolo.

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