Catania, la clinica Gibiino risponde alla accuse della Regione
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Catania, la clinica Gibiino risponde alla accuse della Regione

“Rispettiamo il lavoro fatto dagli ispettori dell’assessorato regionale. Stiamo preparando le nostre controdeduzioni e un dettagliato cronoprogramma, così come ci è stato richiesto”. Esordisce così la direzione della clinica catanese Gibiino che, in una nota respinge tutte le accuse contestate relativamente alla dolorosa vicenda Nicole.

Siamo fiduciosi di poter chiarire ogni aspetto in tempi brevi- prosegue la nota. – “Dobbiamo, però, far rilevare che su alcune questioni le contestazioni riguardano più la forma che la sostanza. La casa di cura Gibiino ha sempre garantito la presenza di pediatri in numero adeguato per la corretta assistenza durante le nascite, rispettando rigorosamente la normativa vigente. Sulle presunte lacune nella cartella clinica, si precisa che è stata redatta dal medico che ha fatto nascere la piccola Nicole. La stesura del documento è stata avviata in casa di cura e conclusa all’ospedale di Ragusa. Il documento è stato consegnato immediatamente agli organi di polizia. Risultano, pertanto, fantasiose e prive di fondamento alcune ricostruzioni giornalistiche legate a delle inverosimili correzioni della cartella.

Altri rilievi – si legge nel comunicato – si riferiscono alla mancata attivazione di un piano codificato che documenti il monitoraggio sui corsi di aggiornamento professionale (ECM) seguiti dal personale medico. Quanto al rilievo relativo alla mancanza di una procedura per il trasporto in emergenza, precisiamo che il documento esiste ma non ci è mai stato richiesto dagli ispettori. Sulla presunta inadeguatezza dell’ambulanza, va rilevato che il mezzo era dotato di tutta la strumentazione medica necessaria, ma non era in regola con la revisione meccanica della motorizzazione civile, scaduta nel dicembre 2014.

È chiaro che il controllo della revisione non spetta certo alla casa di cura. A tal proposito va, ancora una volta ribadito, che la scelta di una ambulanza privata non è stata arbitraria, ma imposta da un decreto assessoriale. Questo poiché la rete STEN e STAM, relativa al trasporto urgente dei neonati e delle mamme, nella provincia di Catania, non è ancora attiva e pertanto le strutture private devono attenersi a quanto disposto da un decreto assessoriale del 2010 relativo al servizio del 118.
È opportuno rilevare che nei 30 giorni di ispezioni, non sono state evidenziate criticità sanitarie, ma soltanto mancate conformità documentali, oggetto di chiarimento. Al momento vi è stata soltanto una sospensione temporanea dei parti in attesa che la casa di cura produca tutta la documentazione necessaria.

Sulla comunicazione definita “lacunosa” tra il pediatra e il 118, le registrazioni delle conversazioni testimoniano fedelmente quanto è accaduto. Gli audio confermano la corretta gestione dell’emergenza.
Si ribadisce, anche alla luce delle false e infamanti notizie diffuse nelle ultime ore, che la piccola Nicole non è morta nella casa di cura, ma sull’ambulanza che la trasportava all’ospedale di Ragusa. Sotto questo profilo è stato dato mandato ai nostri legali di intraprendere le dovute azioni legali nei confronti di giornalisti e testate che hanno diffuso la notizia. Notizie imprecise e totalmente infondate – conclude la nota della direzione della clinica Gibiino di Catania – ledono profondamente l’immagine che la casa di cura ha costruito onestamente in oltre mezzo secolo di proficua attività nonché il lavoro di decine di professionisti, mettendo a serio rischio la serenità e il futuro lavorativo di tutto il personale.
Confidiamo nel lavoro svolto dalla magistratura e ci auguriamo che al più presto faccia chiarezza sull’intera vicenda”.

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