Catania, la vittoria di Sannino
Nino Russo per Siciliatoday

Catania, la vittoria di Sannino

L’undici di Sannino trova la prima vittoria stagionale al termine di una gara di grande sacrificio contro una pari grado, organizzata e dalle ottime individualità. Al vantaggio lampo di Rosina (secondo minuto di gioco, terzo penalty stagionale trasformato) non segue la giusta continuità nel gioco e gli ospiti pervengono al pareggio con Melchiorri. Nella ripresa, nuovo vantaggio rossazzurro a firma dell’ex Calaiò, quindi un finale al cardiopalma. Espulso Gyomber e palo di Pasquato al settimo minuto supplementare.

Rosina realizza la rete del momentaneo vantaggio su rigore  Fonte: Nino Russo


Neanche il tempo di scaldare i motori che il Catania passa in vantaggio. Traversone basso di Castro per l’accorrente Rosina che viene atterrato da Pesoli in area di rigore. Ghersini accorda la massima punizione, trasformata dal fantasista rossazzurro che spiazza Fiorillo.

Il Pescara ci mette un po’ a reagire ma riesce a riorganizzarsi e trovare il pari venti minuti più tardi, con Melchiorri, abile a saltare Gyomber e mettere alle spalle di Anania. Adesso è il Catania ad accusare il colpo e porgere il fianco agli avversari, che prendono il possesso del gioco e costruiscono un paio di buone occasioni per passare in vantaggio. I timidi fischi del Massimino accompagno gli etnei negli spogliatoi al termine dei primi 45 minuti di gioco.

Il Pescara pareggia con Melchiorri  Fonte: Nino Russo


Come nel primo tempo, il Catania colpisce gli avversari in avvio. Percussione centrale di Jankovic che libera Calaiò all’altezza del vertice sinistro dell’area di rigore avversaria. Tiro potente e precisione da cecchino, con la palla che sbatte sul legno alla sinistra di Fiorillo prima di insaccarsi alle spalle dell’estremo difensore ospite.
Il Catania è nuovamente in vantaggio ma non sarà una passeggiata da qui sino al minuto 97, nonostante le numerose palle gol costruite dagli etnei e malamente sciupate da Castro, Leto e dallo stesso Calaiò. Che costringono l’undici di Sannino ad una lunga apnea sino al triplice fischio, mettendo a dura prova le coronarie degli spettatori presenti.
Le speranze del Pescara si infrangono allo scadere, sul palo colto da Pasquato che consente di tirare un sospiro di sollievo.

Calaiò scaglia la sua freccia per il gol del 2-1  Fonte: Nino Russo


C’è la mano di Sannino nella prima vittoria stagionale del Catania. Il tecnico campano urla, sgomita e si danna per l’intera durata del match. Vorrebbe scendere in campo e prendere tutti a cazzotti, viene da pensare. Il suo nuovo Catania convince, nel risultato prima ancora che nella forma. Ma è quello che più conta. Lo spirito operaio fortemente richiesto dal trainer inizia a concretizzarsi, a calzare a pennello all’undici rossazzurro che devono, s’è detto ripetutamente, acquisire la giusta mentalità per la cadetteria. Ed è particolarmente significativo che i primi a sacrificarsi, in questo nuovo progetto tattico, siano proprio Rosina e Calaiò, giocatori affermati e di categoria superiore che corrono come due ragazzini, incessantemente pronti a sacrificarsi per i compagni.

La cura Sannino comincia a funzionare  Fonte: Nino Russo


Nel Catania di Sannino – ancora in emergenza mediana – c’è spazio per il giovane Jankovic, autore di una buona prova e di un assist e ci piacerebbe ce ne fosse anche per Chrapek ed Escalante, in attesa del rientro di Rinaudo, visto che il Catania deve rinnovarsi partendo soprattutto dai giovani.
Convince meno il pacchetto arretrato, specie quello visto nel corso della prima frazione gara. Non convincono, ancora una volta, Castro e Leto. Il numero 19 parte bene, mette Rosina in condizione di procurarsi la massima punizione in avvio gara e corre tanto. Cambia spesso corsia di attacco, ma le sue giocate, a conti fatti, risultano poco incisive. Leto, è un capitolo a sé. Gioca per 43’ e tiene palla per 57 secondi. Nei quali si rende protagonista di una decina di passaggi scolastici riusciti e di 7 palle perse effettive. A lui non si chiede di portare palla e nemmeno di avventurarsi in funambolici dribbling. Al contrario, ci si aspetta maggiore applicazione tattica e una (ri)trovata verve realizzativa.
Il Catania scenderà nuovamente in campo a Frosinone, sabato venturo. L’undici di Stellone, quinta forza del torneo, è reduce da due pareggi consecutivi e ritroverà contro gli etnei la formazione tipo con la sola eccezione di Masucci, squalificato.

CATANIA-PESCARA 2-1
Reti: 2' Rosina rig. (C); 21' Melchiorri (P); 51' Calaiò (C)

Catania (4-3-3): 26 Anania; 2 Peruzzi, 23 Gyomber, 3 Spolli, 18 Monzon; 27 Jankovic (54' Leto), 24 Capuano, 6 Martinho; 10 Rosina, 9 Calaiò, 19 Castro (92' Sauro).
A disposizione: 12 Ficara, 28 Parisi, 8 Escalante, 13 Garufi, 7 Marcelinho, 17 Cani, 29 Aveni.
Allenatore: Sannino.

Pescara (4-3-3): 1 Fiorillo; 2 Pucino, 13 Zuparic, 5 Pesoli, 11 Zampano; 31 Guana, 6 Appelt, 8 Bjarnason; 7 Politano (84' Pogba), 9 Melchiorri (81' Sowe),10 Caprari (73' Pasquato)
A disposizione: 18 Aresti, 17 Cosic, 3 Boldor, 33 Grillo, 20 Nielsen, 28 Lazzari.
Allenatore: Baroni

Arbitro: Davide Ghersini di Genova

Ammoniti: Gyomber, Calaiò, Monzon, Leto (C); Pesoli, Appelt, Pucino (P)
Espulsi: Gyomber 90'

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