Catania, sbarcati 263 siriani al porto. Bianco: "Atteggiamento UE deve cambiare"
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Catania, sbarcati 263 siriani al porto. Bianco: "Atteggiamento UE deve cambiare"

Sono 263 in totale, tra siriani e palestinesi, i migranti sbarcati all’alba di oggi al porto di Catania, tra cui 63 donne e circa 65 minori. Si trovavano su un barcone con seri problemi di galleggiamento che stava viaggiando in direzione Siracusa quando la Centrale operativa della Capitaneria di porto di Roma li ha localizzati ieri sera a 70 miglia a sud est del capoluogo aretuseo. A quel punto sono scattati i soccorsi con il dirottamento di un mercantile battente bandiera panamense. Una volta avvenuto il trasbordo dei migranti dalla carretta del mare, l’imbarcazione ha fatto rotta verso il porto di Catania dove è giunto poco dopo le 5. Sul molo di mezzogiorno è stato organizzato il consueto presidio medico composto da operatori della Croce Rossa, 118 e Protezione civile, il tutto sotto coordinamento della Prefettura. Presenti anche uomini della Guardia Costiera, Polizia, Guardia di finanza e Carabinieri. All’arrivo allo scalo etneo sono stati rifocillati.

In cinque sono finiti in ospedale perché debilitati dalla traversata sebbene in linea di massima sono stati trovati in buone condizioni di salute. Per l’intera mattinata sono andate avanti le procedure di identificazione. Il Comune di Catania ha messo a disposizione il PalaSpedini.
Si tratta anche in questo caso di intere famiglie, dal nonno al nipote in cerca di fortuna dopo avere lasciato guerre e carestie. Si indaga per individuare eventuali scafisti.

“L’atteggiamento dell’Ue sul tema dell’immigrazione nel Mediterraneo non é stato finora all’altezza, auspichiamo un cambiamento”. Lo ha detto il sindaco di Catania Enzo Bianco commentando l’arrivo nel porto di Catania di 263 migranti.
“Fin da quando – ha detto – nel 2001 ero ministro dell’Interno, compresi come la gestione dei flussi di migrazione, e in questo caso di disperazione, non può essere affidata al Paese in cui avvengono gli sbarchi ma è una questione che deve essere affrontata a livello europeo, come finalmente ha detto Schultz. E spero che con la visita di Barroso a Lampedusa qualcosa cambi. A cominciare dalla norma con la quale si obbliga a concedere l’asilo nel Paese in cui si mette piede: non ha alcun senso quando le frontiere italiane sono le frontiere dell’Europa”.
“Queste cose – ha ricordato Bianco – le dissi, anche ai corrispondenti dei giornali stranieri, quando qui a Catania, il 12 di agosto scorso, ci furono sei morti annegati a poca distanza dalla costa e proclamammo il lutto cittadino: bisogna fermare questa spirale di morte. Bisogna agire subito rispetto a una tragedia che sta assumendo ogni giorno di più dimensioni colossali con migliaia di persone in procinto di partire o di sbarcare sulle coste della Sicilia provenienti dalla Siria, dalla Palestina, dalla Turchia, dai porti del nordafrica e del Magreb”.

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