Cittadella-Catania 3-2: Sull'orlo dell'abisso
CalcioCatania.com
Anche un faro come Rinaudo si aggiunge alla pattuglia degli "indisciplinati".

Cittadella-Catania 3-2: Sull'orlo dell'abisso

Tanto tuonò che piovve. Il Catania conferma il proprio momento no, certifica il trend negativo fuori casa perdendo anche l'ultima trasferta di un girone d'andata in cui ha raccolto soltanto due pareggi lontano dalle mura amiche. E per la prima volta da inizio stagione perde sensibilmente di mira la parte alta della classifica. Alla discesa nella zona playout si accompagna infatti lo sconfortante allungamento della graduatoria che ora vede i rossazzurri inseguire la zona promozione dalle seguenti distanze: -8 zona playoff, -10 promozione diretta, e forse è meglio sorvolare sul -19 dal Carpi capolista, prossimo avversario al “Massimino”. Al baratro toccato sul campo si aggiungono le complessità che emergono da inizio stagione e che non hanno ancora abbandonato la compagine rossazzurra: dall'abbondante parco indisponibili (oggi assenti Peruzzi, Gyomber, Capuano, Monzon, Almiron, Martinho, Odjer e Rosina) all'altrettanto nutrito settore degli indisciplinati, che raggiunge livelli da record proprio quest'oggi: tre espulsi sul campo (Rinaudo, Chrapek, Spolli), uno addirittura dalla panchina (Leto) più mister Pellegrino (dopo Sannino, Pulvirenti, Cosentino e Ventrone, mancava praticamente solo lui).

Riprendere le redini dello spogliatoio, prima che sia troppo tardi
La nostra analisi non può che partire da questo dato. Come può una squadra che dichiara di puntare alla promozione in Serie A permettersi sistematicamente di rimediare cartellini, spesso rossi, frutto più di ingenuità e nervosismi che di svarioni arbitrali comunque presenti nel campionato cadetto? E l'aspetto più deludente della questione è che nella maggior parte dei casi a conquistarsi gratuitamente certe espulsioni sono stati alcuni dei giocatori più esperti o rappresentativi dell'intero organico. Rinaudo è soltanto l'ultimo di una lunga serie. Sembra che regni un'anarchia diffusa nello spogliatoio, sembra che alla società sia sfuggito il controllo della situazione (oltre che dei nervi degli stessi dirigenti). E questi sono i risultati. Si tratta di un problema se vogliamo più grave di quello relativo agli infortuni. Perché gli infortunati si possono recuperare, giocatori nuovi durante il mercato potranno essere acquistati, ma se qualcuno dall'alto non detta precise direttive sul piano dell'atteggiamento tenuto in campo, ogni progresso finirà per sfaldarsi.

Da Gennaio non si potrà più prescindere dall'integrità fisica dei titolari
Chiaramente, poi, non va trascurato il fatto che da qualche settimana il tecnico di turno è costretto a schierare ragazzi della primavera. Il che non è necessariamente un male, se i ragazzi rispondono bene sul campo come tutto sommato hanno fatto anche quest'oggi, seppur a tratti, i vari Parisi, Ramos e soprattutto Rossetti. Ma diventa un forte handicap nel momento in cui questi giovani vengono lanciati allo sbaraglio in situazioni di emergenza che non sempre riescono a fronteggiare nel migliore dei modi, com'è fisiologico. Servono giocatori pronti, più esperti, e soprattutto integri. Viste le limitazioni sul numero dei componenti dell'organico imposte dalla Lega, è arrivato il momento di compiere scelte, anche dolorose. Chi non può garantire una tenuta fisica accettabile per il resto della stagione, va messo fuori rosa, se non si riesce a cedere.

I limiti del Catania “pellegriniano”
Quanto alla partita odierna, è necessario approfondire alcuni spunti, sia negativi che positivi, sui quali riflettere per programmare una ripresa immediata. Sotto il profilo tattico, la prestazione odierna ripropone la stessa preoccupazione che era emersa al termine della partita col Brescia: il Catania sembra aver dimenticato quell'equilibrio tra i reparti che aveva in qualche modo trovato nella gestione Sannino col 4-4-2 imposto dal tecnico di Ottaviano. E insieme all'equilibrio aveva trovato una propria dimensione, una propria personalità, non spettacolare, ma decisamente più solida. La debacle difensiva non va ascritta soltanto al cambio di modulo o di gioco delle ultime partite, ma anche al pessimo stato di forma di alcuni interpreti del reparto, su tutti Rolin, che al rientro (probabilmente forzato) è entrato in crisi perdendo di vista Sgrigna (classe '80) in tutti e tre i gol segnati dal n°10 granata. Non possiamo credere che un giocatore veloce come l'uruguayano, che in Serie A riusciva a non farsi seminare da gente come Biabiany, adesso non riesca a tenere il ritmo di un 34enne. La condizione fisica precaria ha influito e non poco. La propensione alla fluidificazione di entrambi i terzini, non coperti adeguatamente dagli interni di centrocampo, ha poi fatto il resto determinando la confezione dei 3 gol avversari.
Non ha convinto neanche il tridente pesante Leto-Calaiò-Çani, riproposto anch'esso dopo il match col Brescia. Si tratta di giocatori che per caratteristiche non possono garantire quel movimento sugli esterni coi quali si potrebbe sfruttare l'arma della sorpresa in fase offensiva, non dando riferimenti agli avversari, e grazie al quale si garantirebbe più copertura in fase di ripiegamento. Positivo, in tal senso, il rientro di Castro, che è parso abbastanza in palla e può senz'altro dare, in questo momento, in quel ruolo, un contributo decisamente superiore rispetto all'impalpabile argentino e al pur volenteroso albanese.

Solo l'orgoglio può salvare dal ciclone Carpi che arriva nel momento sbagliato
Adesso non ci resta che attendere gli ultimi giorni che dividono l'intera città dall'ultima ancora di salvezza che sembra rimasta: la pausa invernale durante la quale la società dovrà prendere le decisioni che condizioneranno in modo decisivo (in positivo o negativo lo scopriremo dopo) il proseguo del campionato. Il problema è che prima di arrivare alla pausa bisogna giocare un altro match, e che match! Il girone d'andata si chiuderà in casa contro il Carpi, la squadra che sta attualmente dominando con merito un campionato mediocre. Contro tale avversario i rossazzurri, già falcidiati dalle molteplici assenze, dovranno rinunciare ai 4 (!) giocatori che saranno inevitabilmente squalificati. Solo l'orgoglio, che al momento pare smarrito, potrebbe ribaltare i pronostici di un incontro che, al momento, pare decisamente segnato. In negativo. Come la stagione del Catania, se non arriverà dall'alto una svolta nelle prossime settimane.

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