Contrada libero dopo dieci anni:
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Contrada libero dopo dieci anni: "tradito dallo Stato"

"Sono stato incriminato, arrestato, processato, condannato, poi assolto e ancora condannato e incarcerato. Di tutte le accuse che hanno infangato e devastato la mia esistenza, nessuna risponde al vero". Lo dice Bruno Contrada, l'ex funzionario del Sisde condannato a 10 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, da oggi, secondo il suo avvocato Giuseppe Lipera, uomo libero per fine pena. Parole legate a un libro che esce proprio in questi giorni: "La mia prigione. Storia vera di un poliziotto a Palermo", edito da Marsilio. "Mi sento tradito, usato, abusato da uomini dello Stato", è lo sfogo di Contrada.

Il carcere "è stata un'esperienza devastate", raccontata da Contrada con aneddoti ed episodi. Da uomo che si sente ingiustamente carcerato e quindi con quel patire profondo e duro più delle catene. "Perché proprio io?", è la domanda che si pone. E' la vigilia di Natale del 1992 quando Bruno Contrada, dirigente del Sisde con alle spalle una lunga carriera in Polizia, viene arrestato a Palermo con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Al termine di una complessa vicenda giudiziaria sarà condannato a scontare dieci anni. Da allora Contrada non ha mai smesso di proclamare la sua innocenza. Ripercorrendo decenni di storia d'Italia - dal suo arrivo a Palermo nel 1962 a oggi - Contrada nel libro affronta tutti i risvolti, anche i più oscuri, della sua storia: le accuse dei pentiti, i rapporti con Falcone e Borsellino, il suo presunto coinvolgimento nella strage di via d'Amelio, la trattativa stato-mafia. A completare il quadro, un'informativa sulla situazione della mafia a Palermo e provincia, che Contrada stilò nel 1982 all'indomani dell'omicidio La Torre, in cui per primo faceva riferimento all'esistenza della cosiddetta "zona grigia".

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