Corte dei Conti:
Web

Corte dei Conti: "Bilancio siciliano ripulito, ma debito in aumento"

«Bilancio ripulito e attendibile». Parola del presidente delle sezioni riunite della Corte dei Conti, Maurizio Graffeo, che nel corso del giudizio di parificazione del Rendiconto generale della Regione ha parlato di una «epocale ripulitura dei conti. Adesso i conti sono più attendibili. Non si torni ai vizi del passato».

Ma non è tutto oro quel che luccica. Se da un lato, infatti, il bilancio è ripulito, cresce ancora il debito della Regione Siciliana: a dicembre 2015 era pari a 5 miliardi e 575 mila euro. Un trend crescente alla luce anche della stipula di due mutui con la Cassa depositi e prestiti.

La Corte dei conti ha evidenziato un “buco” da 6,9 miliardi di euro da residui attivi e passivi cancellati, richiamando la responsabile attenzione del governo regionale e dell’Assemblea. Questo buco, infatti, sarà coperto nell’arco di trent’anni attraverso il fondo ad hoc per la cancellazione dei residui attivi e passivi. Ma, sottolinea la Corte «questo peso trentennale potrebbe vincolare le future politiche della Regione, che potrebbero mettere a rischio il concreto esercizio delle funzioni fondamentali e la destinazione delle risorse verso i necessari investimenti».

«L’apparente miglioramento dei conti siciliani è frutto dell’irrigidimento, se non addirittura della strozzatura della spesa pubblica regionale. Viene infatti certificato il fallimento dell’amministrazione Crocetta laddove si evidenzia che la spesa per investimenti è inferiore del 10% al totale delle risorse disponibili. Questo significa che la spesa produttiva, l’infrastrutturazione, i servizi, rimangono ancora una volta al palo e la nostra terra diviene sempre meno appetibile rispetto alle politiche di sviluppo e agli occhi degli investitori esterni». È questo il commento dell’onorevole Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all’Ars, in merito alla relazione annuale della Corte dei Conti siciliana sul rendiconto 2015.

«Altra drammatica costante, è la mancata attuazione di un piano di razionalizzazione per enti e società partecipati - prosegue Falcone -, che costano quasi 200 milioni di euro l’anno. Nel delicato settore della sanità, a fronte di un’offerta non elevata, la spesa è invece in costante aumento. La crescita dell’indebitamento regionale e l’eccessivo taglio dei trasferimenti agli enti locali, mettono a nudo ancora una volta l’inadeguatezza di quasi quattro anni di governo».

blog comments powered by Disqus
Inizio pagina
Home  >  Politica