Crisafulli, fratelli denunciano azienda sanitaria
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Crisafulli, fratelli denunciano azienda sanitaria

La morte di Salvatore Crisafulli, in coma vegetativo dal 2003 in seguito a un incidente, potrebbe avere risvolti giudiziari. La famiglia, infatti, ha presentato alla questura di Catania una querela, chiedendo che venga fatta luce sulle responsabilità dei medici e in particolare dell'Azienda sanitaria (Asp), colpevole, secondo i fratelli, di non "aver provveduto alla visita domiciliare del malato" e dell'ambulanza del 118, "sprovvista di defribillatore".

Il 21 febbraio Salvatore ha una crisi respiratoria, i fratelli telefonano più volte alla Azienda sanitaria per avere assistenza e sollecitare ancora una volta una visita a domicilio ma tutte le richieste, si legge nella querela, rimangono "inevase". Alla fine, decidono di chiamare il 118. All'arrivo dell'ambulanza, Crisafulli subisce un arresto cardiaco. A questo punto, si legge ancora, la famiglia lamenta "l'assenza di un fibrillatore". Ora vogliono giustizia e chiedono che venga fatta luce sulle eventuali responsabilità, soprattutto "per la mancata visita domiciliare all'ammalato e la mancanza di quelle apparecchiature mediche idonee e indispensabili per salvare la vita".

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