Crisi Dacca, a rischio 100 lavoratori
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Crisi Dacca, a rischio 100 lavoratori

Si terrà il 10 gennaio alle 11, al Centro per l’Impiego di Catania, un incontro tra la direzione della Dacca, marchio storico catanese produttore di stoviglie monouso in plastica e i rappresentanti sindacali di categoria. Lo scorso 3 dicembre l’azienda ha presentato a Filctem Cgil, Femca Cisl e Ultec Uil di Catania una procedura per cessazione attività. Dopo la procedura dello scorso agosto con la quale sono stati licenziati 31 dipendenti, oggi la Dacca conta 100 lavoratori che rimarrebbero privi di occupazione.

Sono già stati utilizzati tutti gli ammortizzatori sociali, incluso un lunghissimo periodo di fruizione dei contratti di solidarietà, per fare fronte a crisi di liquidità dovute a specifiche problematiche riguardanti le aziende della grande distribuzione (crisi del settore, ritardi o mancati pagamenti dei clienti che spesso falliscono come Aligrup ecc).

Alle vecchie e purtroppo consolidate problematiche si sommano le delibere della Ue e i provvedimenti del governo italiano finalizzati a mettere al bando tutta una serie di prodotti di plastica e nello specifico le stoviglie monouso che dal 1° gennaio 2021 saranno dichiarate fuorilegge.

Questi provvedimenti, che da un lato puntano a una necessaria salvaguardia ambientale, dall’altro mettono in discussione l’esistenza, su scala nazionale, di ben 25 fabbriche che danno lavoro a 3.000 addetti e con un giro di affari di un miliardo di euro.

La politica e le campagne mediatiche contro i prodotti di plastica ha dissuaso gli utenti finali dall’acquisto dei prodotti monouso, peggiorando ancora di più la situazione. Cgil, Cisl e Uil hanno firmato un verbale negativo e hanno già ribadito la loro opposizione nei confronti della chiusura di un altro marchio storico catanese e sosterranno in tutti i modi i 100 lavoratori interessati.

“Non possiamo permettere che continui la macelleria sociale nella nostra provincia – affermano le segreterie provinciali di Filctem, Femca e Uiltec – e non possiamo permettere che giorno dopo giorno vengano cancellate le industrie di eccellenza del territorio catanese e siciliano, per questo ci appelliamo alle istituzioni regionali e nazionali”.

I sindacati hanno già chiesto un incontro al Mise coinvolgendo anche l’assessorato regionale per le Attività produttive. L’obiettivo è utilizzare tutti gli strumenti oggi esistenti riguardo la chimica verde, industria 4.0 ecc…, per mettere la Dacca in condizione di riconvertire le proprie produzioni, come per esempio utilizzando la polpa di cellulosa per la realizzazione di piatti e bicchieri monouso non inquinante.

È necessario che anche le istituzioni non rimangano indifferenti al destino di cento famiglie di lavoratori diretti più tutti quelli dell’indotto. Nel frattempo sindacato e Rsa di stabilimento a breve terranno un’assemblea dei lavoratori per concordare imminenti azioni di lotta.

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