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Crocetta all'Ars: "Vorrei governare come un santo"

"Non sono un santo, ma vorrei governare come un santo, vorrei che governassimo tutti insieme. Non ho alcuna intenzione di andare a casa, ho una percezione del dolore molto alta e un livello di resistenza inimmaginabile. Mi piacerebbe molto che le divisioni che ci sono in tutti i partiti, a destra e a sinistra, rimanessero fuori all'aula e che non pesassero nei rapporti tra forze politiche e governo".
E’ durato un'ora e 41 minuti il discorso del governatore siciliano Rosario Crocetta nell'aula dell'Ars. Il presidente della Regione si è rivolto ai deputati per spiegare l'attuale situazione politica e chiedere il loro sostegno.

Crocetta ha mantenuto dei toni pacati, tranne nel momento in cui sono arrivate delle contestazioni da parte di Giancarlo Cancelleri, portavoce del Movimento 5 stelle. Crocetta a quel punto ha alzato i toni: "Ma quali denunce avete fatto? Fate un solo nome. Avete perso le elezioni e io vi scavalco nelle denunce. Sapete solo fare interrogazioni sul segretario generale della Regione ma non capite nemmeno il significato della Corte dei conti".
Il presidente si è rivolto poi perentoriamente al Pd: "Nessun organismo di partito può impormi gli assessori, difendo il principio dell'autonomia del presidente della Regione eletto direttamente dal popolo e non accetto il sistema della nomenclatura e posizioni extra-istituzionali". "Nessuno discute la legittimità della rappresentanza politica. Ma non posso accettare che una direzione si riunisca e dichiari quali sono gli assessori del governo. E i renziani - di cui ho letto un documento - non pensino che possono agganciarsi alle posizioni dell'area Cuperlo facendomi cambiare. Io ho posto un ragionamento sul metodo. Se farò bene i cittadini mi premieranno, altrimenti mi bocceranno ma non posso essere messo in discussione. Abbiamo vinto insieme e insieme governiamo".

Citando gli scontri all'interno dei partiti con ripercussioni sull'azione del governo, Crocetta, durante il discorso ha ricordato il suo predecessore, Raffaele Lombardo. "Pur potendo contare sul sostegno di 61 deputati di maggioranza non ha trascorso un solo giorno in pace, il dibattito lacerò tutte le forze politiche. Anche oggi non c'è pace tra le forze politiche. Non ci sono gruppi omogenei, a destra e a sinistra ci sono divisioni, contrapposizioni che sicuramente non giovano al confronto politico".

Il presidente è passato poi ad affrontare il tema del flop del Piano giovani: "L’operato di un assessore non può essere valutato su una singola questione, anche se in quel momento è una questione devastante. La prossima selezione è questione di giorni. Il bando ripartirà, con una certa prudenza sugli affidamenti fatti dal precedente direttore generale. E si sappia che fra quanti vogliono fare ricorso per essere riusciti ad accedere al click day c’è anche un mio nipote... Ma non posso consentire che un giovane assessore che ha scardinato con coraggio i poteri forti della Sicilia riceva una mozione di sfiducia. Non sarebbe una valutazione obiettiva di questo Parlamento".

Il governatore ha infine concluso così: "Ritengo che i tempi siano maturi per un ampio confronto in Parlamento sulle riforme, un piano di lavoro continuo, ciò non significa fare un patto scellerato con qualcuno. E' tardi? Non credo. E credo che questo Parlamento non voglia a passare alla storia come il Parlamento che ha perso l'occasione di fare le riforme".

La seduta è proseguita con gli interventi dei capigruppo e dei deputati iscritti a parlare. Il capogruppo di Fi Marco Falcone, intervenendo in aula, ha chiesto "formalmente di calendarizzare la mozione di censura all'assessore Nelli Scilabra. E abbiamo pronta anche la mozione di sfiducia al presidente Crocetta, la presenteremo insieme ai deputati grillini e ci aspettiamo il sostegno anche degli esponenti della maggioranza che finora hanno criticato questo governo. Ridiamo ai siciliani il diritto di tornare al voto". "Questo governo è al capolinea - ha aggiunto - Noi restiamo all'opposizione alternativi a questo governo".

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