Crocetta, il rimpasto di Governo è sempre più difficile
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Crocetta, il rimpasto di Governo è sempre più difficile

Rimpasto di Giunta sempre più complesso alla Regione Siciliana. Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, avrebbe già «licenziato» l'assessore all'Energia, Nicolò Marino, quello alle Infrastrutture Nino Bartolotta, quello ai Beni culturali Mariarita Sgarlata e l'assessore al Territorio e Ambiente Mariella Lo Bello. «C'è un problema di spazi, ho spiegato agli assessori qual è la situazione», ha detto ieri sera Crocetta, conversando con i giornalisti a Palazzo dei Normanni.

Per il presidente della Regione, sono inamovibili l'assessore alla Salute Lucia Borsellino e quello alle Attività produttive Linda Vancheri. I rimanenti dieci assessori, sarebbero così divisi: 4 al Pd, che confermerà Nelli Scilabra alla Formazione professionale; 1 ai Drs, che dovrebbero designare un tecnico; 1 al Megafono, che confermerà Michela Stancheris al Turismo. Le rimanenti quattro poltrone assessoriali andrebbero divisi tra Udc che vuole confermare la sua attuale rappresentanza: 3 assessori; e Articolo 4 di Lino Leanza che con i suoi nove deputati all'Ars reclama 2 assessori. Una richiesta supportata dal fatto che l'Udc è passata da 12 a 8 deputati e che ha anche la presidenza dell'Ars.

Né Udc né Articolo 4 intendono cedere. Anzi, il presidente nazionale dello Scudocrociato, Gianpiero D'Alia, ha persino minacciato di tirarsi fuori: «Non mi pare che allo stato attuale ci siano le condizioni che consentano la partecipazione dell'Udc al governo Crocetta, se si vuole snaturare l'accordo elettorale tra noi e il centrosinistra per un governo del cambiamento e delle riforme, preferendo la nascita di qualcosa che somiglia più al vecchio governo di Raffaele Lombardo». D'Alia ha annunciato per sabato la convocazione del comitato regionale del suo partito e del gruppo parlamentare all'Ars, «così da assumere decisioni definitive al riguardo e nell'interesse dei siciliani». Il segretario regionale, Giovanni Pistorio, che ieri sera ha riunito il gruppo parlamentare, ha ribadito: «Pacta sunt servanda», mentre nella mattinata il capogruppo Lillo Firetto aveva sostenuto che l'Udc non si sarebbe accontentata di un «maquillage» di facciata.

Un'altra battaglia si annuncia sui nomi dei nuovi assessori. Crocetta non intenderebbe accettare la designazione di deputati o ex deputati regionali o nazionali, mentre i partiti vorrebbero avere le mani libere. «Non è condivisibile - ha sottolineato il renziano Gianfranco Vullo - l'idea di tenere i deputati fuori dal governo regionale. Trovo invece corretto ed anzi necessario che sui parlamentari da nominare come assessori del governo Crocetta si compiano scelte che tengano conto del passato e della credibilità di ciascuno degli eletti».

Ma Crocetta, replicando a chi nei giorni scorsi aveva detto che gli eletti "non sono figli di un dio minore", ha rintuzzato: "Deputati in giunta? I parlamentari sono figli di un dio maggiore. Sono stati eletti per fare i deputati e non per fare gli assessori. Un assessore lavora almeno 14 ore al giorno, come farebbe un parlamentare a conciliare la sua attività politica con quella di assessore?"

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