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Crocetta: "la mafia non si è astenuta; non ha votato per me"

«La mafia si è astenuta in questa tornata elettorale per eleggere il nuovo governatore» della Sicilia. Lo scrive L'Espresso nel numero in edicola da domani, sottolineando di non poter sapere cosa abbiano fatto i mafiosi in libertà ma di poter «affermare con certezza che i boss detenuti hanno preferito non votare. E di solito i mafiosi detenuti fanno ciò che viene indicato da quelli ancora liberi». «L'astensione così massiccia in tutta la Sicilia non era mai avvenuta anche fra i detenuti, tanto che i seggi aperti nelle carceri sono stati deserti - scrive il settimanale - Nessuno di loro si è presentato a votare. Su 7.050 detenuti hanno votato solo in 46: ma si tratta di carcerati comuni e non di mafia». E al carcere di Pagliarelli a Palermo, «dove si trovano rinchiusi i mafiosi, su 1.300 detenuti solo uno si è presentato al seggio elettorale. Stesso identico atteggiamento a Catania, Agrigento e Caltanissetta».

«La mafia ha votato. Vota per tutti, ma non per me. Io ho fatto arrestare 820 mafiosi». Lo ha detto il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, a Servizio Pubblico su La7. Crocetta ha citato un episodio della campagna elettorale. «Ho fatto una manifestazione a Librino (quartiere periferico di Catania), alla fine una signora si è avvicinata e mi ha detto: 'È qui che si danno i pacchi di spesa?»'.

«Mi dimetto se fra tre mesi si continuerà a parlare sempre degli stessi sprechi». È l'impegno preso dal neo governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, durante la trasmissione Servizio Pubblico su La7 a chi ricordava alcuni sprechi, come le sedi e i viaggi all'estero, l'eccessivo ricorso ai parti cesarei per una questione di rimborsi e al numero dei forestali nell'isola che supera quello dell'intero Canada.

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