Destra, aspra contesa del territorio
Flickr.com
Popolo di destra in cerca di identità

Destra, aspra contesa del territorio

Un tempo c’era la frammentazione partitica. Poi arrivarono Tangentopoli, il Mattarellum, la corsa verso il bipolarismo, cosicché la rappresentanza parlamentare per gli italiani negli ultimi vent’anni si è ridotta ad uno sparuto numero di formazioni politiche. Ma adesso qualcosa sta cominciando a cambiare.

A destra, il processo di sgretolamento del PDL, in corso ormai da anni con la fuoriuscita dell’effimero FLI e quella più significativa di Fratelli d’Italia, si sta completando con l’operazione propagandistico-nostalgica di Berlusconi che ha rilanciato Forza Italia e sancito lo strappo con l’ex fedelissimo Alfano, già al lavoro per il consolidamento del suo “Nuovo Centrodestra”.

Anche a sinistra le tensioni continue interne al PD non promettono bene e lasciano immaginare una probabile scissione, qualora il congresso non si concluda con l’esito sperato dalle diverse e inconciliabili frazioni interne.

Insomma, la partitocrazia italiana pare orientata verso un ritorno ad una frammentazione da Prima Repubblica. E chiaramente questo è il momento maggiormente propizio, per le diverse formazioni delle varie aree politiche, per tentare di conquistare la leadership dei rispettivi campi d’azione.

Ciò non sta accadendo in maniera significativa soltanto nel centro-sinistra e nel centro-destra, ma anche, e soprattutto, alla destra di Forza Italia. Sono in particolare due i progetti politici che, pur parlando di ricerca dell’unità delle forze e degli intenti nella propria area, stanno inscenando ormai da qualche settimana un’agguerrita contesa del territorio.

Da un lato l’Officina per l’Italia, il laboratorio culturale lanciato da Fratelli d’Italia, unica forza di destra presente in Parlamento, che però inserisce la dicitura “centrodestra nazionale” all’interno del proprio simbolo, promuove metodi estranei a quest’area (come le primarie) e si avvicina a personaggi che poco hanno a che fare con la tradizione della destra sociale italiana, come Tremonti, Magdi Allam o Giulio Terzi di Sant’Agata (il famoso ministro finito sulla graticola per il caso dei Marò, caso sul quale i Fratelli d’Italia hanno speso, in termini propagandistici, parecchio impegno).

Dall’altro lato ecco il Movimento per l’Alleanza Nazionale, che racchiude diverse formazioni minoritarie ed extraparlamentari della destra italiana, da La Destra di Storace - promotore dell’iniziativa - a ciò che resta di FLI, oltre che gli ex AN Tofani, Nania e Poli Bortone, e anche Luca Romagnoli (segretario della Fiamma Tricolore la cui direzione però al momento non avalla l’iniziativa). Anche questo progetto lascia più di un dubbio, partendo innanzitutto dal presupposto che tra i diversi promotori si riconoscono proprio quei soggetti che, anni or sono, in rotta con la classe dirigente di AN, se ne andarono sbattendo la porta e fondando i propri personalistici movimentini.

Inoltre la riedizione del simbolo di Alleanza Nazionale, oltretutto complicata dai veti opposti dalla Fondazione AN, sembra quasi una copia della strategia propagandistico-nostalgica di Berlusconi con Forza Italia, con la differenza che il Cavaliere può ancora contare su un significativo numero di seguaci mentre nel caso di Storace & co. si tratta di soggetti sconfitti dalle urne e abbonati da anni a percentuali da prefisso telefonico. Diego Bianchi, personaggio televisivo presente alla manifestazione che lo scorso 9 novembre ha lanciato la federazione, ha rilevato tra il pubblico umori contrastanti: “se proprio dobbiamo ricostruire, perché non ripartiamo dal M.S.I.?”, era questo il pensiero ricorrente.

Ma il più grande paradosso e la contraddizione di fondo è il fatto che entrambi i soggetti millantano la ricerca di una destra unita lanciando inviti, aperture generiche, per poi farsi quotidianamente la guerra sui giornali e attraverso le proprie manifestazioni. Sintomatico il fatto che, per rispondere alla foto che ritrae gli ultracinquantenni promotori del Movimento per AN, Giorgia Meloni in un recente convegno dell'Officina si sia fatta ritrarre con alle spalle un gruppo di ragazzi, quasi a lanciare un messaggio velato "voi siete il vecchio, noi il nuovo", dose rincarata dal pubblico che urlava "Romagnoli" al responsabile giovanile di Fratelli d'Italia, riferendosi al fatto che l'organizzazione giovanile del Movimento per AN è stata affidata proprio al 52enne ex parlamentare europeo. Anche la controparte non ha lesinato stoccate: Adriana Poli Bortone ha ribadito "noi siamo di destra destra destra", quasi a volersi contrapporre al "centrodestra" che campeggia ormai non solo dalle parti dei Fratelli ma anche in quelle dei governativi al seguito di Alfano.

Insomma, gli stessi personaggi che negli ultimi vent'anni hanno causato, con le loro scelte e i cambi di casacca, la diaspora della destra italiana, adesso pretendono di rilanciare movimenti unitari, pensando bene di farsi la guerra e fingendo di dimenticare che, in virtù delle leggi elettorali in vigore, a causa degli sbarramenti saranno costretti a tornare per l'ennesima volta alla corte di Arcore per stringere alleanze.

blog comments powered by Disqus
Inizio pagina
Home  >  Opinioni