Diamo i numeri
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Parisi, Biagianti e Paolucci tornano ai numeri indossati in precedenza

Diamo i numeri

Dopo l’esperimento messo in atto durante i playoff della scorsa stagione, a partire da quest’anno sono stati introdotti in Lega Pro i numeri di maglia fissi che sostituiscono la numerazione classica dall’1 all’11 che ha sempre contraddistinto la terza serie. Il Catania, in realtà, già l’anno scorso, nonostante tale regola non fosse stata ancora introdotta, aveva voluto assegnare ad ogni giocatore un numero che veniva sfoggiato sulle polo ufficiali indossate durante le presentazioni alla stampa e sulle casacche d’allenamento. Consuetudine che si è ripetuta anche quest’estate. Tale numerazione si è rivelata tuttavia di carattere provvisorio, a giudicare dalle numerosissime modifiche intervenute in sede di assegnazione definitiva.

Una miriade di “cambi di casacca”
A sorpresa, il portiere titolare Pisseri ha preso il 12, rinunciando al numero 1, lasciato allo spagnolo Martinez, mentre Matosevic ha abbandonato giocoforza il 19 sfoggiato in estate per virare sul 22 (il regolamento della Lega impone tali numeri per gli estremi difensori). 22 che a sua volta era stato in un primo momento scelto da Saro Bucolo, che adesso indosserà un numero che ricalca perfettamente il proprio ruolo in campo (il 4). Scoppa, da buon volante sudamericano, alla fine ha scelto il 5 che nella tradizione del suo paese è riservato ai mediani (ricordate Fernando Redondo?), privando così Bastrini dello stesso numero, utilizzato in estate. Il difensore ha invece scelto il 16, già indossato in passato a Novara e Terni.
Un altro cambio di casacca ha avuto come protagonista Djordjevic, passato dal 3 (indicativo del suo ruolo) al 20, “liberato” dalla cessione in prestito di Rossetti. Il 3 è stato preso così da Bergamelli, che torna al numero indossato ai tempi dell’Albinoleffe e lascia il 29 al Berretti Longo. Restando nel reparto difensivo, il 6 che contraddistingue tipicamente i difensori centrali andrà sulle spalle di Drausio, che ha “sottratto” il numero a Di Cecco, il quale a sua volta ripiega sul 24 tradizionalmente indossato a Lanciano. Il brasiliano durante il ritiro utilizzava il numero 21 che adesso è stato preso dal nuovo acquisto Fornito.
All’altra new entry verde-oro Gladestony è andata la prestigiosa casacca numero 8 (in precedenza presa da Bombagi, poi ceduto), mentre il 13 scelto in precedenza dalla mezzala è stato attribuito all’ultimissimo arrivo De Santis. Barisic ha “soffiato” l’affascinante numero 11 all’altro prodotto della primavera Andrea Di Grazia, che indosserà il 23. Il 15 con cui lo sloveno aveva iniziato la stagione è finito così sulle spalle del senegalese Mbodj, che ha lasciato il 17 al redivivo Giuseppe Russo, in perenne attesa di sistemazione, salvo ripensamenti della società.
Il 18 assegnato al giovanissimo Di Stefano profuma di “promozione”, considerando il numero più alto attribuito ad altri under, come Longo, del quale abbiamo già parlato, e Sessa, che è passato al 25 lasciando il 26 “estivo” al reintegrato De Rossi. Proprio il 25, durante le settimane di ritiro, era stato “sfoggiato” dallo spagnolo Luque, l’unico al quale non è stato assegnato alcun numero: fatto molto strano, considerando che persino il desaparecido Piermarteri ha avuto quest’onore (numero 30 per lui). A questo punto sembra scontato dedurre che il centrocampista ex Rapid Bucarest sia in partenza. Il 30 finito sulle spalle di Piermarteri da un anno a questa parte figurava sulle casacche di Tino Parisi che in occasione del ritorno alla numerazione fissa ha tuttavia preferito tornare al 28 indossato durante la stagione di Serie B 2014/15.
L’ultimo “cambio di casacca” ha visto protagonista Anastasi, passato dal 18 al 19.

Conferme, mancate assegnazioni…e numeri che profumano di cessione
Al netto di così tanti cambiamenti, non mancano però le conferme: il terzino Nava mantiene il 2; Calil può indossare finalmente quel 7 che aveva scelto “ufficiosamente” già un anno fa, lo stesso vale per Russotto che potrà sfoggiare il “suo” 10; Paolucci riprende lo stesso numero avuto durante la precedente esperienza alle falde dell’Etna (il 9), altrettanto fa Biagianti che non rinuncia al fido 27 (al riguardo va sottolineato che per regolamento l’assegnazione dei numeri deve avvenire senza soluzione di continuità e senza interruzioni, ragion per cui è stato possibile “accontentare” Biagianti assegnando numeri precedenti a giovanissimi come Di Stefano o esuberi come Russo).
Per quanto riguarda i membri della “Berretti” aggregati durante il ritiro, i soli privilegiati dall’assegnazione di una casacca in prima squadra sono stati Di Stefano e Longo, mentre per Noce, Rizzo e Manneh l’appuntamento è per il momento rinviato (per l'attaccante gambiano il rinvio è d'obbligo in quanto fino al prossimo 2 Settembre, data in cui raggiungerà la maggiore età, non può firmare il contratto col Catania e giocare in partite ufficiali). Infine, non è un caso che i numeri più alti siano stati assegnati a giocatori in uscita: il 31 è andato a Falcone, il 32 a Tortolano, il 33 a Ferrario.

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