Diritti Civili o Buona Notizia?

Una società fondata sull’egoismo come riporta il rapporto del Censis, è una società che perde vita, una società triste.

D’altra parte il tasso di natalità a livelli depressivi rappresenta l’elemento distintivo di questo egoismo, se l’unica vita è questa , bisogna blindarla, barricarla ad ogni costo; e come sarebbe possibile perderla , donarla ad altri, siano essi i figli?

Meglio trincerarsi dietro a diritti, progresso ed emancipazioni di ogni tipo.

Certamente separazioni, divorzi, aborto, eutanasia, fecondazioni assistite di ogni genere e la grande muraglia dei diritti civili tutti, costituiscono le armi di difesa offerte dalla dittatura relativista dominante per poter controbattere alla vita che si fa minacciosa; minaccia che può nascere da una malattia piuttosto che da una crisi matrimoniale, da un figlio inatteso, da un figlio atteso invano.

Senza generalizzare, è tuttavia possibile scorgere quella maledizione connaturata nella condizione umana descritta con efficacia da S. Paolo, ossia la situazione dell’ uomo “condannato a vivere per se stesso”.

La sofferenza in fondo è comunemente intesa come un mostro senza senso né valori, rispetto al quale bisogna stordirsi, alienarsi.

Il Cristianesimo è altra cosa, e viene a liberarci da questa schiavitù, ci dice che la Verità è seguire il crocifisso, che quell’uomo ridotto in condizioni disumane è l’unico sul quale la morte non ha potere, è il Risorto.

Di qui il Cristiano sa che dinanzi a qualsiasi croce, sia essa il tradimento coniugale o l’abbandono, la nascita di un nuovo figlio o l’inutile attesa dello stesso, una malattia o quant’altro, è possibile, vivendola in unione spirituale con il Cristo, sperimentare la risurrezione, la vita eterna. Senza scappare da essa.

Dodici uomini oltre 2000 anni fa portando questo annuncio, guidati dallo Spirito Santo hanno mutato totalmente il corso della storia umana.

A riguardo Benedetto XVI intervenendo nel messaggio di apertura del convegno ecclesiale della diocesi di Roma, lunedì 13 giugno ha affermato:
“A quell’annuncio - leggiamo negli Atti degli Apostoli - tutti «si sentirono trafiggere il cuore» (2,37). La gente di Gerusalemme comprese che la risurrezione di Gesù era in grado ed è in grado di illuminare l’esistenza umana. E in effetti da questo evento è nata una nuova comprensione della dignità dell’uomo e del suo destino eterno, della relazione fra uomo e donna, del significato ultimo del dolore, dell’impegno nella costruzione della società. La risposta della fede nasce quando l’uomo scopre, per grazia di Dio, che credere significa trovare la vita vera, la "vita piena". “

Quanto la nostra società ha bisogno di ricevere questa “buona notizia”?
O sono più urgenti divorzio express, pillole del giorno dopo, pacs, unioni e adozioni gay?

Tertium non datur.

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