E' responsabile il coniuge che tradisce virtualmente

Anche il tradimento virtuale può costituire addebito della separazione per violazione del dovere di fedeltà. La Cassazione ha infatti stabilito a più riprese che, nel contesto odierno, la fedeltà deve essere intesa in un senso più ampio e impegna i coniugi a non tradire la fiducia reciproca neppure “mentalmente”

In quest’ ottica , il Tribunale siciliano di Caltanissetta ha stabilito che è sufficiente scambiarsi qualche sms da cui si denoti un rapporto affettuoso con un’altra persona per vedersi addebitare la causa della separazione ( così Trib. di Caltanissetta sent. n. 1018/2012.)

Il cosiddetto addebito viene posto a carico del coniuge che ha provocato la rottura del rapporto matrimoniale con una condotta tale da rendere intollerabile la convivenza. Di tanto è stato accusato un uomo, incastrato dagli sms e file erotici che, col telefonino, si scambiava con la nuova “amica”.

Non è necessario, ai fini dell’addebito, che la relazione fedifraga sfoci in un rapporto carnale. Anche se l’adulterio non viene consumato, esso è comunque incompatibile con il dovere di fedeltà e lealtà derivante dal matrimonio ed è pertanto causa di addebito della separazione.

In sintesi, a prescindere dal rapporto sessuale intrattenuto con terzi o dall’eventuale contatto fisico, anche la chat erotica o la semplice infatuazione o ancora l’amore platonico nato su internet costituiscono, secondo i giudici, ipotesi di tradimento della fiducia amorosa e,perciò, valgono a rendere il coniuge responsabile della separazione.

Insomma, l’adulterio apparente vale quanto un autentico tradimento. Tuttavia, nella valutazione dell’addebito, il tribunale deve comunque accertare che la violazione della fiducia abbia portato effettivamente alla crisi dell’unione familiare, incrinando il rapporto e ledendo la dignità e l’onore del coniuge tradito.
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