Emergenza casa, Incardona: “Serve il censimento degli immobili e un forte investimento da parte della Regione”

Specie nelle pieghe di una crisi così brutale e profonda emergono atavici problemi che per anni sono rimasti irrisolti. Se alla mancanza di lavoro, di sicurezza economica e di prospettive si aggiunge il costo sempre più elevato per l’affitto di un immobile si può facilmente comprendere l’estrema difficoltà di migliaia di famiglie siciliane che rischiano lo sfratto, vivendo in condizioni precarie e al limite della dignità umana.

L’edilizia popolare ha svolto per anni una funzione di primaria importanza per le fasce meno abbienti della popolazione, considerando inoltre l’importanza di spazi di socializzazione e aggregazione, ormai persi nei grandi grovigli urbani delle metropoli.

La possibilità di poter avere una casa per le famiglie siciliane dovrebbe essere un diritto consolidato, un nido dal quale poter aver la certezza di costruire il proprio futuro e lo Stato e gli enti locali, in via di principio e nei fatti, dovrebbero poter garantire questo diritto.

Eppure i dati che emergono dalle rilevazioni più recenti sottolineano che a un aumento vertiginoso degli sfratti per morosità non è seguito un incremento dei posti disponibili nelle strutture di edilizia popolare. Basti pensare che nella sola Catania si è assistito a un boom di sfratti: dei 1004 provvedimenti emessi 867 sono sfratti per morosità, Inoltre, 961 sono stati sfratti eseguiti con l’intervento dell’ufficiale giudiziario, con un incremento del 43,65% rispetto l’ultima rilevazione.

In totale sono oltre 60mila le famiglie siciliane in attesa di un alloggio popolare e le grandi metropoli, come Palermo, Catania e Messina, sono quelle più colpite dall’emergenza. Sulla questione è intervenuto il deputato regionale di Grande Sud Carmelo Incardona.

“Proprio in un momento così delicato – ha spiegato l’onorevole Carmelo Incardona – é preciso compito della politica cercare soluzioni per le fasce più deboli della popolazione che giocoforza pagano in maniera pesante l’attuale crisi economica. La casa deve essere un diritto di tutti e la Regione deve mettere in campo tutte le risorse possibili per fronteggiare questa vera e propria emergenza sociale che potrebbe scatenare una guerra tra poveri”.

Sul tema il deputato di Grande Sud ha lanciato due proposte da mettere in campo a stretto giro di posta: “Specie nelle metropoli siciliane – ha spiegato l’onorevole Incardona – vi sono miriadi di immobili sfitti e abbandonati. Con un semplice censimento potrebbero essere individuati e immediatamente recuperati per consentire a chi è nelle graduatorie ormai da anni di poter avere un alloggio. La creazione di un osservatorio ad hoc consentirebbe di accorciare i tempi di assegnazione e monitorare globalmente la situazione abitativa”.

Anche il territorio ibleo, come sottolinea il deputato di Grande Sud, avrebbe bisogno di un nuovo slancio nell’edilizia popolare. “Lo Iacp ibleo aveva predisposto nove perizie per lavori della portata di circa tre milioni e mezzo di euro. Però il governo regionale ha deciso di non erogare i fondi previsti, facendo di conseguenza perdere la cifra spesa per la realizzazione delle perizie e lasciando ancora una “fame” di abitazioni sul territorio. A Vittoria si attendeva il completamento di 20 alloggi e altri venti sarebbero dovuti essere costruiti. Servono subito investimenti mirati per garantire la sicurezza degli alloggi esistenti e garantire di nuovi, è una questione di rispetto per queste famiglie”.

“La casa – ha concluso il deputato di Grande Sud – deve tornare a essere uno dei grandi temi dell’agenda politica regionale. Con la sicurezza di un’abitazione e il conseguente risparmio di un affitto divenuto ormai sempre più esoso, le famiglie siciliane possono tornare a respirare e a dare nuova linfa all’economia isolana. Attraverso un’attenta individuazione degli immobili e la creazione di un osservatorio ad hoc si può inizialmente tamponare l’emergenza, in un secondo momento si dovrà prevedere un serio piano di edilizia sociale che dia dignità e sicurezza ai siciliani”.

“E’ inaccettabile continuare a tenere in secondo piano l’edilizia popolare, ghettizzata e marginalizzata in alcuni quartieri dormitorio delle grandi città che si trasformano nel ricettacolo di spaccio e micro crimininalità. Occorre un serio intervento da parte delle istituzioni per riportare la legalità ove sia necessario, contrastando le occupazioni abusive e ripristinando il rispetto delle graduatorie. Un primo passo necessario e che auspico sia effettuato immediatamente dal nuovo governo regionale”.

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