FABLAB, la rivoluzione alle porte

FABLAB, la rivoluzione alle porte

Fab lab, smart object e fantartigianato. C’è una nuova rivoluzione industriale alle porte. I Fab lab (dall’inglese “faboulous laboratory") sono veri e propri luoghi d’incontro di idee, di sviluppo di invenzioni e di hacking di oggetti.

Officine in cui il digitale incontra l’artigianale attorno a nuovi strumenti di lavoro: il computer ovviamente e plotter, laser cut e stampanti 3D. Con questi nuovi attrezzi è possibile ricreare oggetti di ogni genere. Lampade, giocattoli, ingranaggi, cover, sedie, strumenti musicali, parti di ricambio. È la rivoluzione dei makers ovvero degli “artigiani tecnologici”, cui il loro simbolo è un mouse unito a una mano

Sorti originariamente in America, i Fab lab si stanno diffondendo anche in Italia. Roma, Milano e Torino ne ospitano già alcuni. A Catania è notizia di oggi che il WCap di Telecom Italia, l’acceleratore d’imprese più famoso di Sicilia, si è dotato di una stampante 3D, per farla vedere e usare dai tanti “piccoli geni” che frequentano il centro.



Davide Montenegro, uno dei promotori dei fab lab in Sicilia, spiega ai microfoni di SiciliaToday, cosa è un Fab lab e chi li frequenta.
"Un Fab lab è un laboratorio nel quale è possibile trovare delle stampanti 3D che permettono di sviluppare un oggetto fisico partendo da un progetto virtuale su computer.

Come funziona una Stampante 3D?

“Una Stampante 3D è dotata di una testina che si muove in tre dimensioni che deposita una speciale plastica fusa che poi si solidifica in modo tale da creare degli oggetti tridimensionali. Quindi, tramite questi nuovi strumenti e la creatività dell’utente, è possibile realizzare degli oggetti altamente personalizzati e cablati sulle esigenze dei singoli utenti”.

Perché si parla di oggetti intelligenti?

“Questi oggetti possono essere integrati con altre tecnologie, come per esempio Arduino: un microcontrollore che permette di realizzare i cosidetti smart objects, ossia oggetti interattivi in grado di leggere l’ambiente nel quale si trovano e interagire con esso. In tal modo gli oggetti realizzati possono essere programmati per eseguire delle operazioni autonomamente, come accendere una luce o svolgere un monitoraggio medico su un corpo”.

Luca Randazzo ha invece previsto l’uso di stampanti 3D per creare dei supporti per la riabilitazione umana. Lo abbiamo incontrato sempre presso il Wcap di Telecom Italia a Catania e ci ha spiegato la sua idea.
“Con le stampanti 3D è possibile realizzare degli esoscheletri per persone che soffrono di disabilità fisica motoria per esempio. La mia idea è quella di stampre delle strutture in plastica che si agganciano al braccio, per esempio, per permettere il movimento del gomito. Oggi questi esoscheletri costano circa 100 mila euro. Con un programma CAD al comupter una stampante 3D e applicando Arduino a questo esoscheletro, sarà possibile resitutire mobilità autonoma a gambe e braccia di persone che purtroppo non ce l’hanno persa”.

Ma anche HackSpace, sempre a Catania, ha già organizzato nelle scorse settimane dei workshop sulla stampa 3D. Riccardo Puglisi, Vicepresidente dell’associazione spiega: “abbiamo avuto decine di persone interessate alle nostre iniziative durante l’opening di Aprile. Ogni mese intendiamo aprire le porte della nostra associazione per favorire la diffusione dei temi e delle tecniche legate all'uso di queste nuove tecnologie ai giovani catanesi e a tutti gli interessati”.

Il primo fab lab d’Italia è nato a Roma, luogo d’incontro dei vari makers. In un futuro non troppo lontano si pensa che nasceranno Fab Lab in ogni città, grande o piccola che sia. Su You Tube è possibile anche veder un video realizzato da un ragazzo, che ha fatto il giro del mondo alla scoperta di questa rivoluzione emergente Making Living Sharing - a FabLab world tour documentary

Il movimento dei makers non è solo un movimento di nicchia ma anche qualcosa di più radicato che si sta diffondendo rapidamente ovunque e pare che possa costituire anche una speranza per rinnovare la piccola e la media impresa italiana.
In Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige, ben 14 scuole superiori hanno aderito a un progetto pilota denominato «Un FabLab in tutte le scuole», promosso dalla Fondazione Nordest per puntare sulla nuova formazione e dare impulso all'innovazione manifatturiera.

E recentemente sia Obama che la Merkel si sono accorti di questo movimento che preannunzia la cosiddetta nuova rivoluzione del manifatturiero, tanto che si sono spinti a dichiarare, in diverse occasioni che nel futuro del loro paese sarà necessario sviluppare e diffondere i “manufacturing hub”, una sorta di poli tecnologici, distribuiti nel territorio, proprio per supportare questa rivoluzione.

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