Fabrizio Pollio e il caso SIAE

Fabrizio Pollio è un giovane e randagio cantautore milanese che da un decennio gira in lungo e in largo tutta la penisola, chitarra in spalla. È noto soprattutto per essere il leader degli Io?drama, raffinata e apprezzata band pop rock della scena underground italiana (terzo album pronto per la pubblicazione). The Tempest lo ha contattato per sentire la sua sulla questione SIAE. Fabrizio dal 2001 ne è socio e vi affida, in qualità d’autore, la tutela delle canzoni che scrive per la sua band e per l’etichetta Sugar Music (Negramaro, Gualazzi, Malika).
Fabrizio che idea hai della SIAE?
Le intenzioni che ci stanno dietro non sono negative. L’arte muove soldi ed è inutile negarlo o fare i finti rivoluzionari. È giusto legalizzare questi movimenti tutelando i diritti dell’artista. È un riconoscimento necessario ad un lavoro che dall’esterno non viene percepito come tale.
Allora perché tante polemiche degli artisti?
«Quello che non va bene è la gestione del monopolio economico. Le elevate quote associative da versare annualmente non sono congrue alle percentuali destinate agli artisti. A cifre così alte vengono svantaggiati i musicisti, soprattutto quelli emergenti. Questo vale anche per i locali che fanno enorme fatica a sborsare le spese Siae per un live che magari farà 40 persone. È un periodo critico per questo settore, bisognerebbe avere flessibilità e buon senso per permettere a tutti di svolgere il loro lavoro con dignità e legalità».
Altre contraddizioni?
È inammissibile che nel 2013 ci siano ancora borderò da compilare a mano. Ci si mette venti minuti per compilarli a fine serata, con il rischio di sbagliare qualcosa che una macchina non potrà mai correggere. Magari mi cade una goccia d’acqua e il nome Pollio si trasforma in Follio. Questi errori annullano i miei diritti trasferendoli ai soci maggioritari che non hanno certo bisogno di questo aiuto. Spesso, inoltre, le sedi SIAE sono lontane dai luoghi dei concerti e non è sempre facile raggiungerli con comodità. Insomma, tutto potrebbe essere velocizzato e alleggerito.
Quali soluzioni allora?
Bisognerebbe telematizzare per semplificare. Locali e artisti dovrebbero avere un proprio account da utilizzare comodamente per ogni pratica, proprio come avviene per le operazioni online. Ripeto, ci vorrebbe molta più flessibilità nelle richieste e molta più trasparenza per i movimenti di denaro. Tutto questo potrebbe contribuire a cambiare un’opinione molto critica nei confronti della SIAE.

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